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Juventus, Agnelli: “Il calcio italiano è indietro di 5 anni. Ci sono 8 club che fattururano più di 400 milioni”

Il presidente della Juventus, Andrea Agnelli, ha aperto come di consueto l’assemblea degli azionisti del club bianconero allo Juventus Stadium. Agnelli ha voluto aprire la conferenza con i trofei raggiunti in questi anni: “Oggi per un momento non ci vogliamo nascondere e siamo orgogliosi di quanto fatto. Le coppe dei 5 scudetti sono qui a testimoniarlo”. L’obiettivo è ovviamente la crescita e il recupero sugli altri campionati: “Siamo indietro di 5 anni; il livello di salute del calcio italiano è diverso da quello di Bundesliga, Liga e Premier League”.

Ha parlato anche degli altri obiettivi futuri: “La Juventus ha una missione: vivere per il successo. Non per quelli ottenuti, ma per il prossimo, il più bello e difficile – continua l’imprenditore – il piano per i prossimi 4 anni ha potenzialità e ho fiducia che ci porterà in una posizione di forte competitività internazionale. 
Il presidente ha voluto ringraziare chi ha contribuito a portare la Juventus a questo livello: “Siamo orgogliosi dei 5 scudetti consecutivi, abbiamo scritto una pagina importante della storia bianconera. Un pensiero ai giocatori protagonisti degli ultimi cinque anni, dal capitano Buffon, a Chiellini, Marchisio, Bonucci , Barzagli, Padoin, Lichtsteiner e Caceres. Un ringraziamento anche a Marotta, Nedved, e Paratici”. 
Agnelli afferma: “Il calcio è un settore in continuo sviluppo, quello europeo è cresciuto del 25%, non va sottovalutata la Cina che ha deciso di investire prepotentemente nel calcio a livello domestico e estero e nemmeno l’MLS. La crescita della Juventus è evidenziata dai 172 ai 388 milioni del fatturato, il risultato netto da -95,4 a +4,1, abbiamo una rosa competitiva per vincere ogni competizione – continua il presidente -, i nostri benchmark sono i top club di Liga, Bundesliga e Premier. Ci sono 8 club che fatturano più di 400 milioni, poi Liverpool e Juventus che fatturano tra i 300 e i 400 milioni, una manciata tra i 200 e i 300 e una decina di club tra i 150 e i 200. Noi siamo a metà, c’è il rischio di essere intrappolati tra gli ultimi vagoni di prima classe e il primo di seconda classe. Fa riflettere che Barcellona e Real abbiano annunciato investimenti complessivi di un miliardo di euro su Bernabeu e Camp Nou”.

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