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Inter, Ranocchia si racconta: “Ecco la mia storia”

All'interno del dialogo con il giornalista, Ranocchia ha voluto ripercorrere tutta la sua carriera calcistica, partendo dai primi campi di calcio su cui ha messo piede. 
CARRIERA
“Sono retrocesso dalla B alla C con l’Arezzo di Conte…avevo 17 anni.” Poi c'è la parentesi Bari, la più importante della sua carriera, poiché gli ha permesso di approdare in Serie A mettendo in mostra tutte le sue qualità. Nel 2009, infatti, vinse il campionato di Serie B proprio con la squadra pugliese. Nella stagione successiva esordì nella massima serie al San Siro contro l'Inter, quella che sarebbe stata la sua futura, ed attuale, squadra. Con i nerazzurri Ranocchia ha vinto anche un trofeo, la Coppa Italia nel 2011, con Leonardo in panchina. 

PIU' NERO MENO AZZURRO
Dal 2011 Andrea Ranocchia gioca con la maglia nerazzurra. Ma dopo la vittoria in Coppa Italia, il difensore centrale non ha trascorso un gran periodo. Dopo prestazioni sotto la sufficienza, Ranocchia è finito anche ai margini della società. Tanto che nel mercato invernale dello scorso anno, fu ceduto in prestito alla Sampdoria. Ora è ritornato a vestire la maglia dell'Inter con cui è disposto a lottare senza mai mollare: “Credo che nella vita delle persone ci siano momenti in cui ti va tutto benissimo e si arriva all’apice. Poi arrivano le difficoltà. E lì ci sono due strade. Puoi smettere di lottare e migliorare. Oppure fai qualcosa per andare più in là.” 

ALLENATORI
“Ventura…Uno dei miei due padri calcistici insieme a Conte. Hanno la stessa idea di calcio e identico modo di preparare le partite. Il calcio di Conte però è più meccanico, quello di Ventura più ragionato, è più da ragionare per chi lo gioca. Ma sono facili entrambi.” Proprio con Giampiero Ventura, ora tecnico della nazionale Italiana, ha esordito in Serie A nel Bari, con cui ha avuto sempre un ottimo rapporto. Mentre con Antonio Conte, ha vinto il campionato di Serie B giocando da protagonista. 

MANCINI E DE BOER
Questi rappresentano il passato ed il presente nerazzurro di Andrea Ranocchia. Con il primo non ha mai avuto un rapporto “idilliaco”, per usare un eufemismo, ma: “Con lui non ho mai litigato. Con me si è comportato bene…mi ha dato il via libera per andare alla Sampdoria quando volevo giocare ma è stato felice che tornassi all’Inter.” Afferma il difensore. Per quanto riguarda l'olandese, Ranocchia sembra contento del suo operato: “Ha introdotto regole ferree. Come per esempio pranzare qui, tutti insieme, prima delle partite. O far colazione se c’è l’allenamento al mattino. E poi tornare qui a dormire dopo la partita. Sembrano cose piccole, ma fanno moltissima differenza… Maggiore intensità negli allenamenti? Più che l’intensità degli allenamenti o anche in partita, con questo modo di giocare è più  importante la tecnica. Lo vediamo negli esercizi di base che De Boer ci fa fare in allenamento.”

NAZIONALE E FUTURO: Sulla possibile convocazione in nazionale per i prossimi mondiali, Ranocchia non si sbilancia: “Ci penso, ma non è un’ossessione. È una possibilità.” 
Sul suo futuro insomma il difensore è molto ottimista.
Fabio Montanari 13 ott 8.45

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