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Milan, Galliani ha deciso: addio alla Fininvest, in pole per la Lega

Il rapporto tra Galliani e Berlusconi, dopo 37 anni, è pronto ad arrivare al traguardo. Ma solo quello lavorativo. L’a.d. rossonero ha comunicato a Fininvest la volontà di risolvere il suo contratto (valido fino al 2019), non appena la società passerà in mano ai cinesi. Il rapporto di stima e affetto non cambierà di una virgola, ma Galliani – scrive oggi la Gazzetta dello Sport – non se la sente di passare a ruoli extra-calcistici dopo una “vita” passata a prendersi cura del suo Milan.

Il suo desiderio sarebbe quello di continuare a provare l’adrenalina da campo, ma vederlo in un’altra squadra è impossibile, tanto in Italia quanto all’estero. Per Galliani potrebbero aprirsi le porte per una nuova vita. Ecco, dunque, che con il passare del tempo aumentano le possibilità di un suo ritorno alla guida della Lega Calcio, ruolo già ricoperto dal 2002 al 2006. E in caso di candidatura, la vittoria sembra essere quasi scontata, dato che il suo nome sarebbe in grado di mettere quasi tutti d’accordo.

Con Galliani al vertice della Lega, è necessaria una riforma dello statuto. Dalla vicenda Calciopoli, infatti, l’esecutivo è stato spogliato di tutti i suoi poteri e sono stati assegnati all’assemblea. Le società si stanno già muovendo per intervenire su questo aspetto, in modo da dare maggiore autonomia al presidente, al consigliere delegato e al consiglio. Con questa modifica, all’assemblea rimarrebbe la titolarità sulla ripartizione dei proventi e sul prodotto, mentre la gestione operativa e lo sviluppo commerciale della Serie A passeranno in mano al presidente.

La Juventus è pronta ad appoggiare la candidatura di Galliani. Come detto da Agnelli, serve una persona forte ed esperta che metta tutti d’accordo, per poter dare il via alle riforme. La Serie A è indietro di cinque anni sul piano del fatturato e della competitività. Restare ancora arretrati dal punto di vista organizzativo, commerciale e strategico non è più possibile. Bisogna cambiare e ora. Prima che anche l’ultimo treno lasci la stazione.


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