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Roma: Spalletti “Strootman gioca, Juan Jesus forse. Bello avere tante squadre in alto”

Alla vigilia della partita contro il Sassuolo, il tecnico della Roma Luciano Spalletti ha parlato nella conferenza stampa di rito. Spalletti ha parlato del campionato in generale, del Sassuolo, delle condizioni di alcuni giocatori e del rinnovo.

Sul Sassuolo: “E’ allenata bene, una società forte, che mira in alto. Prende i giocatori e li fa crescere. Davanti sono molto veloci, anche se gli manca qualche giocatore forte ma ne hanno tanti bravi. Di Francesco ha fatto vedere che si fida di tutti, chiunque giocherà sarà temibile.Di Francesco nel 2005 era già allenatore. Quando gli davo la formazione per fare le fotocopie e non si capacitava di alcune mie scelte. Ora sta facendo vedere che ha personalità, che tocca i tasti giusti. Loro sono venuti a prendere giovani nostri, alcuni anche forti. Se arriva una richiesta di questo tipo, purtroppo bisogna cedere.”

Spalletti ha parlato anche del campionato in generale e della situazione nelle zone alte della classifica: “E’ presto ma fa bene vedere diverse squadre in alto, rende il campionato più interessante, spero continui su questa linea. Milan e Inter? Entrambe destano attenzione: è evidente che quello di Montella è un lavoro eccezionale. Dell’Inter non posso parlare non conoscendo l’ambiente, De Boer mi pare comunque una persona molto seria e professionale.”

Sulle condizioni fisiche di alcuni calciatori: “Juan Jesus ha un risentimento al polpaccio ma è in condizione di giocare. Strootman? Parte dall’inizio, ha recuperato. Iturbe via a gennaio? A dicembre come sempre valuteremo chi ha giocato poco e decideremo, ora avrebbe poco senso. Rudiger? Il ragazzo è sano, in questo momento è un leone in gabbia: non ha i
novanta minuti ma è un muscolare, ha irruenza e impeto. Domani farlo
partire dall’inizio sarebbe azzardato.”

Sul rinnovo: “La penna del mio contratto ce l’hanno i calciatori. Noi abbiamo
necessità di vincere
, l’ambiente è perfetto per lavorarci ma la
difficoltà è dovuta dalla necessità di vincere. Dobbiamo portare a casa cose ben visibili o dobbiamo andare via da questa città, da un punto di vista sportivo naturalmente.”


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