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Addio a Fidel Castro, il Lider Maximo amico di Maradona

Cuba saluta definitivamente Fidel Alejandro Castro Ruiz, meglio noto come Fidel Castro. Si è spento a 90 anni a L'Avana, nella terra che lo ha visto simbolo della rivoluzione prima (1953-1959), e presidente dopo (1976-2008).

Il “Lider Maximo” è stato una delle figure politiche più importanti e controverse del panorama mondiale. Ma non si è interessato solo di politica. Amante dello sport, è stato un grande amico di Diego Armando Maradona. Un rapporto nato nel 1987, ma venuto alle luci della ribalta solo qualche anno dopo, quando i due si scambiavano lettere, regali e messaggi.

Un legame forte tra i due, grazie a vedute politiche affini, ma soprattutto a un nemico in comune: los americanos. Il Pibe de Oro, infatti, non ha mai mandato giù l'allontanamento dal Mondiale del 1994, quando venne trovato positivo all'efedrina.

Ed è proprio grazie alla droga che l'amicizia tra Maradona e Castro è cresciuta e si è consolidata. Nel gennaio del 2000, infatti, dopo aver rischiato di morire per overdose di cocaina in una notte di follie in Uruguay, Diego venne invitato da Fidel a Cuba per disintossicarsi. L'ex presidente cubano fece ricoverare l'argentino alla clinica la Pedrera, all'Avana, e gli fece visita costantemente, aiutandolo ad uscire da quel lungo tunnel. 

Un gesto quello di Castro, a cui Maradona è sempre stato grato, come nel 2005, quando il Pibe aprì la sua intervista al Lider Maximo con un ringraziamento: “Gracias por sua amistad, senor Comandante”. I due parlarono poco di calcio, molto invece di politica e orgoglio latinoamerico, e la conversazione si concluse con Diego preso a mostrare a Fidel il suo volto tatuato.

Non una semplice amicizia tra i due, ma un rapporto di grande stima reciproca, tanto che nel 2015 Castro rese pubblico sul “Granma International” un lungo carteggio con l'ex giocatore. Ed è proprio in una delle lettere inviate che l'ex presidente di Cuba rende omaggio a Maradona, definendolo il “Maestro”: “Tu hai vinto le sfide più difficili, come atleta e come giovane di origine umile e come te saluto Messi, formidabile atleta che porta gloria al nobile popolo dell'Argentina”.

Ma quanto forte e vero sia stato questo loro legame, lo si capisce solamente nell'ultima missiva scritta dal Pibe de Oro: “Se qualcosa ho imparato degli anni della nostra sincera e bella amicizia è che la lealtà non ha prezzo, che un amico vale più di tutto l’oro del mondo, e che le idee non si negoziano”.


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