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Brasile-Argentina, non è solo una partita

Non è solo una partita, è la partita. Quella che abbiamo sognato, quella che abbiamo giocato alla play, quella che abbiamo giocato indossando le magliette comprate alla bancarella con su scritti, non sempre giusti, i nomi di quei fenomeni. Ora la partita è tornata, si giocherà questa notte, e rimarrano svegli in tanti, per vedere l’eterna lotta tra Brasile e Argentina.

Brasile, Seleção e Neymar

Brasile. La “Seleção“. Anni di dominio, 5 mondiali vinti su 20 disputati, Pelè. Una delle nazionali più belle da vedere, tutti noi da bambini abbiamo sognato di poterci giocare al meno un giorno con quella maglia verde-oro. Siamo cresciuti con quelle giocate che cambiano il calcio ogni volta messe in atto, quelle giocate che i difensori si aspettano ma non riescono ad evitare, ugualmente, temporeggiano, aspettano il momento giusto, ma niente quei fenomeni lì stanno già esultando sotto la curva con uno dei loro balletti.

Siamo passati dal Maracanaço al Mineirazo, dal 1-2 contro l’Uruguay del 1950 al 1-7 contro la Germania del 2014. Sono eventi che sembrano esser già scritti, inesorabili, devono accadere, punto e basta. Sono fatalità, sono “tragedie sportive“. Sono partite in cui ti prepari con tutto l’impegno possibile, ma in campo è tutta un’altra storia, sembra un incubo che non vedi ora che finisca. L’ultima mondiale è stato così, doveva essere una festa, un carnevale brasiliano, ma quei dannati crucchi hanno ridato ordine e disciplina a quella nazionale troppo emotiva

Dopo l’ennesima delusione in Copa America, il Brasile sta di nuovo attraversando un buon periodo storico, con l’arrivo di Tite la verde-oro è di nuovo prima nel girone di qualificazione per il Mondiale 2018 in Russia. 

Argentina, Albiceleste e Messi

Argentina, la Albiceleste. La nazionale arriva da tre delusioni consecutive, prima la finale contro la Germania persa per 1-0 nel Mondiale 2014 e dopo le due sconfitte patite ai rigori contro il Cile nella Copa America 2015 e nel 2016. L’Albiceleste voleva conquistare quel trofeo che avrebbe messo fino ad un digiuno che dura ormai dal 1993, quando la nazionale vinse la Copa America. La selección in questi anni può contare su giocatori come Messi, Di Maria, Higuaìn,Agüero e paradossalmente non è riuscita ancora a vincere alcun trofeo. Quest’anno, questa Copa poteva essere vinta seriamente, le altre nazionali non contavano valori tecnici così elevati. 

La partecipazione al Mondiale 2018 non è ancora a rischio per l’Argentina di Bauza, ma le ultime tre partite hanno lasciato l’amaro in bocca, sono arrivati due pareggi e una sconfitta i casa contro il Paraguay per 1-0.

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