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Calcio estero

Carrera, da assistente di Conte a Zar di Russia

La sua carriera fuori dal terreno di gioco inizia come coordinatore sportivo della Juventus Under 19 nel 2009, nel 2012 a Torino arriva Conte e Carrera viene promosso ad assistente tecnico, entra così a far parte dello staff di Conte e diventa assistente tecnico della nazionale quando Conte passa alla guida dell’Italia, ma ad agosto il tecnico leccese approda al Chelsea e Carrera trova una sorpresa, non c’è posto per lui a Londra, inizia così la sua avventura russa.

Viene contattato così da un club storico della Russia, lo Spartak Mosca, che ha fatto la storia del campionato russo un bel po’ di anni fa, così diventa vice allenatore dei rossobianchi di Dimitri Alenichev, ma dopo tre partite il tecnico russo viene esonerato e la panchina viene affidata a Carrera, ma inizialmente il suo ruolo è quello di traghettatore.

Ma Carrera attira i riflettori su di se, convincendo grazie al bel gioco e soprattutto ai grandi risultati ottenuti, così dopo appena due partite da “traghettatore” arriva il suo grande momento, la prima esperienza da allenatore, anche se aveva sostituito Conte alla Juventus durante la squalifica, vincendo peraltro una Supercoppa ai danni del Napoli.

Da allora inizia una grande cavalcata con il suo Spartak, che manca al titolo dal 2001, che lo porta al comando della classifica russa, dopo 13 partite alla guida dei russi ha conquistato nove vittorie, un pareggio e tre sconfitte, riportando lo Spartak davanti a tutti dopo molto tempo, anche se ancora il campionato è lungo, già può dire di aver conquistato una piccola vittoria avendo riportato lo Spartak in testa dopo 15 lunghi anni.

Uno dei casi in cui si può dire che un rifiuto ha fatto bene, facendo parte dello staff di Conte Carrera infatti era destinato a continuare la sua carriera di assistente del leccese in Premier League, ma i pochi posti a disposizione in casa blues gli hanno indirettamente dato l’opportunità di affermarsi come allenatore, magari stiamo assistendo alla nascita di un nuovo talento tra i molti allenatori italiani affermatisi nel mondo, a partire da Ancelotti per finire proprio con il “suo” Conte.


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