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Inter, Pioli: “Il nostro obiettivo è la Champions League. Con Candreva nessun problema”

E’ un Pioli pieno di entusiasmo e voglia di lavorare quello che si presenta a stampa e tifosi. Ecco le sue parole nella conferenza stampa di presentazione come nuovo allenatore dell’Inter:

“Sono molto felice di essere qui, sono molto motivato e voglio fare bene.

Problemi con Candreva? Antonio è un grande giocatore e farà più di quanto sta facendo. Non ci sarà nessun problema.

Che squadra sarà l’Inter? Una squadra che gioca con passione, col cuore in mano, davanti a una tifoseria passionale. Ognuno deve giocare per il bene del gruppo.

La rosa di 29 giocatori? Ci sono tanti appuntamenti, l’organico è numeroso ma va gestito perchè abbiamo bisogno di tutti.

Che calcio proporrò? Un calcio concreto, fatto di passione, con la generosità e la voglia di mettere sotto gli avversari. Così potremo diventare una squadra forte.

L’obiettivo di quest’anno? Sarei contento se raggiungessimo la Champions League. C’è tutto il tempo per arrivare lì, ma ci vorrà un grande lavoro da parte di tutti.

Il derby? Ci aspetta una grande partita, ma in queste occasioni l’Inter ha sempre fatto bene trovando le motivazioni giuste. Per questo sono fiducioso.


Il modulo? Non credo che nel calcio ci sia un sistema vincente, tutto dipende dall’atteggiamento e dalla mentalità della squadra. La sosta è importante per entrare a contatto con l’ambiente Inter e con i ragazzi, però già penso di sapere come far giocare la squadra.

La condizione fisica? Io e il mio staff siamo attenti su questo fattore ma è ancora troppo presto per fare valutazioni. Però io prediligo un calcio intenso e quindi la condizione fisica sarà importante.

Cosa ho chiesto alla proprietà? Compattezza prima di tutto e unità di intenti. Sappiamo che l’obiettivo da raggiungere è difficile e per questo occorrerà lavorare duramente.

Io normalizzatore? Non è un termine adatto. Io cerco solo di fare il mio lavoro e valorizzare i ragazzi. Spero che a fine stagione mi chiamerete potenziatore.

Natale periodo decisivo? Sicuramente,anche se la sosta natalizia non è tanto ampia da permettere un miglioramento della condizione fisica. Per questo occorre lavorare e migliorare giorno dopo giorno, ma la cosa importante è la disponibilità che mi hanno dato tutti i giocatori. La squadra ha bisogno di organizzazione e soprattutto di entusiasmo.

L’Inter segna solo con Icardi? Innanzitutto sono contento di allenare un giocatore del genere che è un esempio per tutti. Però credo che ci sono molti giocatori che possono segnare nell’Inter. Abbiamo ottimi esterni offensivi e centrocampisti che possono fare tanti gol.

Gabigol? Noi sfruttiamo tutti i giocatori che ci danno affidabilità. Gabriel ha ottime qualità, penso che sarà molto utile alla squadra.

Come mi descrivo? Come un grande professionista che ha grande voglia di lavorare e di sfruttare il potenziale della squadra.

Trapattoni dice che l’Inter è una centrifuga? Il Trap è stato il mio allenatore e mi ha insegnato tanto, però ogni allenatore deve seguire il suo percorso. Alleno uno dei migliori club al mondo ed è normale che ci sia pressione. Concordo con il Trap sul fatto che qui occorre vincere solo, ma è più facile vincere giocando bene.

L’esperienza a Parma? Lì ho iniziato la carriera grazie anche al mio entusiasmo e la voglia di imparare. La mia carriera da giocatore è stata breve anche per gli infortuni, ma sono devoto al Parma per la possibilità che mi ha dato.

Il regista? E’ un ruolo importante ma occorre soprattutto migliorare il gioco collettivo per sviluppare una manovra imprevedibile.

Samuel nello staff? Ho spinto io per questa soluzione. L’ho conosciuto da avversario e quando giocava ho sempre pensato di trovarmi davanti una persona seria. Inoltre conosce l’ambiente Inter e credo di aver inserito una persona importante nel nostro staff.

Banega? Non è importante il ruolo in cui gioca. Io distinguo tra giocatori intelligenti e non intelligenti e per me Banega rientra nella prima categoria. E’ un centrocampista completo che sarà importante per il nostro gioco.

Cosa è mancato fino ad ora? Non mi importa il passato, voglio pensare solo al futuro lavorando bene per raggiungere obiettivi importanti.

Il futuro? Non sono preoccupato per il futuro. Alleno un grande club, sono molto entusiasta per quest’avventura e voglio raggiungere grandi risultati. Poi sappiamo che il futuro dell’allenatore è legato ai risultati, ma è inutile pensarci ora.

La fase difensiva? Non dipende da un solo reparto ma da tutta la squadra. Occorre per questo avere una grande organizzazione di gioco e non essere passivi durante le partite. Dobbiamo cercare di imporre il nostro calcio in tutti i match”.


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