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C'era una volta

C’era una volta… Gordon Banks e la parata del secolo

Uno dei migliori portieri di tutti i tempi. L'autore della parata del secolo. C'era una volta… Gordon Banks

Ammettiamolo: negli ultimi anni la Nazionale inglese ha avuto portieri non sempre all'altezza della situazione. Dopo l'eterno Shilton si sono alternati onesti numeri uno come Seaman e James fino ad arrivare ad Hart, nel mirino delle critiche dopo un Euro 2016 sottotono e ora in ripartenza con la casacca del Torino. E pensare che l'Inghilterra ha potuto vantare un'autentica leggenda dei pali come Gordon Banks, che viene chiamato in causa ogni volta che si discute in merito al miglior portiere di tutti i tempi.

Nato nel 1937 e cresciuto nella working-class del South Yorkshire, non ha un'infanzia facile. Suo padre gestisce una
sala scommesse dove lavora anche suo fratello – diversamente abile – che muore a causa di un'aggressione subita nel corso di una rapina. Lascia presto la scuola e inizia a lavorare nelle miniere e nei cantieri, mettendo su un fisico massiccio e iniziando a giocare come portiere per le squadre locali. Si mette in luce giocando in una selezione militare e, terminata la leva, viene chiamato dal Chesterfield per giocare in Terza Divisione. È l'inizio, un po' tardivo, della sua carriera come professionista; l'ascesa si rivela però molto rapida. Nel 1959 viene ingaggiato come portiere di rincalzo dal Leicester City
potendo così misurarsi con la massima serie del campionato inglese. Le gerarchie cambiano in fretta; il titolare McLaren salta numerose partite per infortunio, e a fine stagione Banks è il volto nuovo dei Foxes. Dotato di riflessi fuori dalla norma, si rivela in grado di leggere molto bene il gioco e di comandare la difesa alla perfezione, risultando tra i pionieri dei portieri moderni.

Le sue eccellenti prestazioni attirano l'attenzione del commissario tecnico Alf Ramsey, chiamato a preparare gli inglesi in vista del Mondiale da giocarsi in casa. Nella rassegna iridata del 1962, disputatasi in Cile, Banks viene chiamato come riserva di Springett; i britannici si fermano ai quarti, cedendo il passo al Brasile di Garrincha. Nel 1963 l'Inghilterra manca la qualificazione agli Europei, subendo un pesante passivo nel confronto con la Francia. Ramsey decide di voltare pagina a partire dal numero uno: inizia così l'epoca di Banks. La cavalcata che, nel 1966, porta gli inglesi sul tetto del mondo, è favorita dalle eccellenti prestazioni del portiere del Leicester, che subisce solo tre reti nell'arco della competizione, due delle quali nella storica finale contro la Germania Ovest. 

Consacrato in Nazionale come il miglior esponente della sua categoria, a livello di club viene messo in discussione. Il Leicester si ritrova nel vivaio un astro nascente, Peter Shilton: Banks rifiuta di rinnovare il contratto e si accasa nel modesto Stoke City, società nota per aver annoverato tra le sue fila Stanley Matthews. Nell'estate del 1967 partecipa al curioso torneo organizzato dalla lega statunitense, dove in assenza di giocatori (!) vengono ingaggiate squadre europee e sudamericane per rappresentare società pressoché fittizie. Lo Stoke gioca sotto le spoglie dei Cleveland Stokers mentre il Cagliari si cela dietro i Chicago Mustangs; aneddoti di un periodo molto travagliato per il calcio nordamericano…

Nonostante lo Stoke sia una formazione che punta alla salvezza, Banks rimane inamovibile in Nazionale e viene selezionato anche per Messico '70 per difendere il titolo vinto quattro anni prima. Il 7 giugno gli inglesi vanno in scena a Guadalajara contro il fortissimo Brasile, nella seconda gara di un infuocato Gruppo 3. Entrambe le squadre hanno vinto la gara inaugurale e di certo sognano di farsi un utile “sgambetto”. Sul risultato di zero a zero, Banks segue un'azione di Jairzinho appostandosi sul palo sinistro. L'ala carioca si libera di Cooper e pennella un cross per la testa di Pelé. L'uomo dei mille gol è al top della forma; salta e colpisce il pallone alla perfezione, puntando verso la porzione di porta sguarnita. Sembra fatta, ma Banks recupera il terreno perduto con un colpo di reni eccezionale e riesce a deviare il pallone oltre la traversa. Non ci crede nemmeno lui: è Bobby Moore a informarlo del miracolo appena avvenuto, dicendogli “good job!”. Si tratta della parata del secolo, ancora oggi annoverata come tale. 

La partita alla fine la vincono i brasiliani; la squadra di Sua Maestà passa il turno, ma ai quarti – contro la Germania Ovest – Banks deve dare forfait a causa di problemi intestinali. È la grande occasione per l'eterno secondo, ovvero Peter “The Cat” Bonetti, autentica istituzione di Stamford Bridge ma sempre relegato a riserva in campo internazionale. Gli uomini di Ramsey si portano sul 2-0: i teutonici pareggiano e si impongono ai supplementari. A causa di un errore, Bonetti diventa il capro espiatorio della spedizione britannica. Un po' ingenerosamente.

Al termine del torneo, sull'ormai anziano Gordon torna lo spettro del rampante Shilton, col quale si alterna tra i pali dell'Inghilterra. A terminare la carriera di Banks è un incidente stradale, che nel 1972 lo priva della vista dell'occhio destro. Lo Stoke non può far altro che rimpiazzarlo con Shilton: il passaggio del testimone è completato, anche se in maniera drammatica. Il suo successore si rivelerà come uno dei giocatori più longevi della storia del calcio, rimanendo in attività addirittura fino al 1997. 

Ma anche Banks è un leone indomabile, nel 1977 decide di riprendere a giocare. Le sue facoltà sono compromesse – non riesce ad avere una visuale accettabile ai suoi lati – ma si distingue molto bene nella NASL, militando con i Fort Lauderdale Strikers, e si concede anche una comparsata nel campionato irlandese vestendo la casacca del glorioso St Patrick's. Sono campionati minori, ma è difficile immaginare un portiere con problemi di vista che riesce a subire così poche reti Nonostante abbia vinto solo due Coppe di Lega, risulta ancora come uno dei giocatori più importanti della storia del calcio britannico grazie alle sue imprese in nazionale, che gli hanno permesso di vincere per ben sei volte il titolo di miglior portiere del mondo. Una fonte di ispirazione ancora attuale per tutti gli aspiranti portieri, che sognano di replicare quel tuffo che ha lasciato di stucco persino O Rei.


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