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Ligue 1

Balotelli: “Dovevo andare alla Juventus. E su un ritorno in Italia…”

Italia-Germania è una sfida storica per i tanti precedenti che hanno visto protagoniste le due Nazionali. Ma nello specifico, questa partita ricorda la semifinale degli Europei 2012 quando uno stratosferico Mario Balotelli, con una doppietta, porta l’Italia di Prandelli in finale.

E in un’intervista a Sportmediaset, l’attaccante del Nizza ha parlato della nostalgia per la maglia azzurra, visto che l’ultima convocazione risale al novembre del 2014. “Oggi sono qua per l’evento Puma e ho la serata libera quindi vado a San Siro perché sono un tifoso della Nazionale, lo sono sempre stato. Mi fa piacere vedere dal vivo come giocano i giocatori. Voglio capire la mentalità di questa squadra. Ventura? Dovrò dimostrargli in campo il mio valore. Dovrò giocare come Mario sa giocare. Nostalgia della maglia azzurra? Sì, sono sincero, quest’estate durante l’Europeo non riuscivo a guardare l’Italia perché ero nervoso. Faccio fatica a vedere soffrire una squadra alla quale tengo senza poterla aiutare. Da quando sono piccolo ho sempre sognato di giocare in Nazionale, se non sono lì vuol dire che non sto facendo abbastanza ma non ci sono problemi. Poi quando il CT mi reputerà pronto per essere convocato, ci andrò. Italia-Germania del 2012? E’ stato una serata da sogno, siamo andati in finale ed è stato bellissimo. Tutti però mi ricordano per questo ma io voglio cancellarla perché ho voglia di scrivere nuove pagine importanti”.

Sul mercato e un possibile ritorno in Italia: “Prima del passaggio al Milan dovevo andare alla Juventus ma poi ci furono alcuni problemi e non si realizzò il trasferimento. Ma adesso non sto pensando all’Italia ma alla Francia e al Nizza. In futuro si vedrà ma la Juventus, così come il Milan, l’Inter e qualsiasi squadra italiana non rientra nei miei piani”.

Sul rapporto con Mihajlovic l’anno scorso: “ Sinisa ha un carattere forte, con lui mi sono trovato bene. Al Milan, l’anno scorso, ho subito avuto la pubalgia e questa cosa mi ha bloccato durante la stagione. Io credevo in Mihajlovic, lui credeva in me e i suoi metodi di lavoro mi avrebbero portato in alto”.

Sul derby di domenica: “Il derby è sempre una partita a sé, che ci siano presidenti italiani o stranieri. Avere proprietà straniere può essere o un’innovazione o qualcosa che possa fare del male. Mi auguro che facciano il bene delle squadre”.

Sull’esperienza in Premier League: “La vittoria della Premier League con il Manchester City è stata fantastica e penso irripetibile. Liverpool? So che è a mezz’ora da Manchester ma non conosco molto. Il tifo di Nizza è meglio di quello del Liverpool, che non vuol dire che i tifosi sono migliori ma solo che il tifo è più caloroso. Il Liverpool avrebbe dovuto darmi un’altra possibilità? No, mi hanno fatto un piacere a vendermi”.

Infine una chiosa sull’avventura in Ligue 1 con il Nizza: “Mi sono ambientato molto velocemente in questo posto stupendo. In squadra ci sono molti giovani, il mister è molto bravo e ho trovato tutto quanto a mio favore. Una promessa se dovessi vincere la Ligue 1? La strada è ancora molto lunga, dovremo lavorare molto ma se dovessimo vincere il campionato guiderò un elicottero sopra Nizza”.




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