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Puyol: “Avrei lasciato il Barça solo per il Milan. Juve favorita per la Champions”

Su gianlucadimarzio.com è uscita l'intervista a Charles Puyol, storico capitano di Spagna e Barcellona con cui ha collezionato tantissime presenze vincendo altrettanti titoli. 
Qualche hanno fa uno dei difensori centrali più forti è stato costretto a ritirarsi dal calcio per un problema al ginocchio. Puyol confessa che non avrebbe mai voluto smettere. Il Barça è sempre stata la sua casa e non dimentica amici del calibro di Luis Enrique, Piqué, Iniesta, Xavi, Abidal e tanti altri. Con loro ha vissuto tantissimi bei momenti.

E confessa una cosa: “Lasciare la Spagna? Non avrei avuto motivo: la mia squadra era vincente. Se avessi dovuto scegliere, però, sarei andato al Milan. Spero che i rossoneri tornino presto ad alto livello”.

Non può mancare il parere su tutti gli allenatori che gli hanno fatto da guida, a partire da Van Gaal: “Con lui ho debuttato in prima squadra nel 1999. Gli sono sempre grato per questo”. Poi sull'amico Guardiola: “È il migliore tecnico al mondo, ha sfruttato al meglio le mie caratteristiche. Mi ha fatto migliorare tantissimo”. Ed infine su Frank Rijkaard: “Ha cambiato la mia mentalità. Ha messo a disposizione tutto ciò che sapeva e l’ha regalato alla squadra. Ho vinto grandi competizioni con lui: due volte la Liga e la Supercoppa di Spagna, e la Champions 2006.”

Tornando sui temi dell'attualità, Puyol si concentra sulla nazionale e sul Barcellona: “Nazionale? Mi piace. È un progetto nuovo, con diversi giovani, alcuni già con esperienza internazionale, selezione di tanto talento. Per quanto riguarda il Barcellona, se c’è una squadra che può vincere tutto è prorpio il Barça.” E sull'attuale tecnico Luis Enrique: “È come un fratello per me. Mi è dispia­ciuto non essere stato nelle condizioni fisiche di potergli dare un contributo personale. Fa muovere la squadra in modo armonico, ha attitudine vincente”.
Il centrale ne ha anche sulla grande Juve del momento: “Sono di sicuro tra i favoriti per la vittoria della Champions. Hanno la mentalità italiana, quella per cui non è indispensabile giocare bene per vincere. In più applicano un bel calcio”. 

Poi continua sui fenomeni del momento Messi e Ronaldo: “Entrambi hanno la giusta mentalità, un’inguaribile passione, una grinta al di sopra della media. Sì, arriveranno altri più giovani a contendere il loro trono ma saranno protagonisti ancora per diversi anni”.

Ed infine chiude l'intervista parlando del fantastico tridente del Barça: “Messi, Suarez e Neymar si intendono a meraviglia. Difficile per qualsiasi club affrontare tre giocatori di questo calibro”.

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