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Lazio, parla Inzaghi: i giovani, il derby e quel sogno chiamato…Europa

La sua Lazio sta sorprendendo tutti. Corsa, sacrificio ma soprattutto gol. Un mix che rendono la squadra di Simone Inzaghi una delle principali candidate a un posto in Europa. Inzaghino, infatti, sembra aver trovato la formula giusta per far suonare al meglio la sua banda. E i risultati si vedono: 22 punti e quarto posto in classifica, a -3 dalla terza.

Eppure quest’estate è stata tormentata per l’ambiente biancoceleste. La vicenda Bielsa e il sogno Sampaoli hanno aperto una frattura ancora più profonda da tifosi e società. Ma Lotito, nel caos generale, ha saputo scegliere bene: “Mi trovavo a Formentera – rivela Simone Inzaghi intervistato dal Corriere dello Sport – Era la sera di Italia-Germania quando mi chiamò Lotito: mi disse che con Bielsa c’erano dei problemi e che mi avrebbe voluto alla guida della Lazio. Non potevo dirgli di no. La Lazio è la mia casa, vivo qui da 17 anni e i miei figli sono tifosissimi. L’unica cosa che mi ha infastidito è il non essere stato preso in considerazione dalla stampa. Non capivo come i nomi di Bielsa e Sampaoli potessero far tanto presa. Nonostante questo ho accettato di buon grado. La Lazio è casa mia”.

Per Simone Inzaghi sognare non è un’utopia. Anzi, la sua Lazio può dare del filo da torcere alle proprie avversarie: “In una partita secca, con la mentalità di adesso, ce la giochiamo con tutte. Con la Juve abbiamo perso due volte, ma quest’anno poteva andare diversamente. Al San Paolo abbiamo giocato una grande partita. E’ stata una prova di grande sacrificio da parte dei miei ragazzi. Il Napoli mi ha impressionato, ti dà il senso di una squadra organizzatissima, sanno tutti quello che devono fare. Il Milan di Montella sta facendo molto bene, ma anche se abbiamo perso il primo confronto, credo che siano alla nostra portata. La Roma? L’ho vista contro il Bologna. E’ una squadra con tanta qualità. Dirò come sono dopo averli incontrati sul campo”.

Una Lazio che punta molto sui giovani, così come l’Atalanta. Una strada che sta dando i suoi frutti ad entrambe le società: “E’ questa la strada da imboccare. Personalmente, abbiamo fatto un buon lavoro con il settore giovanile. Parlo di Murgia, Lombardi, Strakosha, Prce. Stanno dimostrando di essere alla pari degli altri. Li reputo pronti a giocarsi una maglia da titolare. Quello che mi sta mettendo più in difficoltà con le scelte è Murgia, sta facendo molto bene. Lombardi non gioca solo perché davanti ha Felipe e Keita”.

L’attenzione si sposta poi sul derby, partita molto sentita a Roma, ma che purtroppo non godrà dello spettacolo delle due curve: “So cosa significa questa partita. Ho avuto soddisfazioni con la Primavera, ma ora il discorso è completamente diverso. Da allenatore devo lasciare fuori le emozioni. Il derby sono due partite, un campionato a parte. Spero che i tifosi tornino allo stadio, perché gli spettatori e le coreografie sono il bello del calcio, e perché danno una forte spinta ai calciatori. Il mio desiderio? Ho sempre detto di voler allenare la Lazio e vincere un derby nel mio stadio”.

Simone Inzaghi sulle orme di Erikson, Mancini e Zoff: “Ho cercato di prendere qualcosa da tutti. Poi ci ho messo le mie idee. Bisogna avere conoscenza per gestire un gruppo. Non mi piacevano gli allenatori che mi lasciavano fuori e poi inventavano una cosa non vera per giustificarsi. Bisogna essere chiari e sinceri. Quando siamo andati a Palermo l’ho spiegato ai miei ragazzi. Non chiamerò nessuno per dirgli perché non l’ho scelto. Chi vuole spiegazioni venga da me, la porta è sempre aperta. Bisogna essere leali con tutti. Penso che la mia squadra lo abbia capito”. Lo scorso anno, prima di subentrare a Pioli, toccata e fuga a Madrid per seguire da vicino l’Atletico di Simeone: “Hanno la stessa intensità anche negli allenamenti. Non lasciano spazi agli avversari. Se uno gioca due finali di Champions significa che ha qualcosa di magico, è un allenatore che trascina”.

Manca pochissimo alla finestra di mercato invernale, ma il tecnico biancoceleste non si sbilancia: “L’unico mio pensiero ora è arrivare a Natale. Lo vedremo tra cinque partite dove saremo, spero solo di poter scegliere e di avere tutti a disposizione. La mia richiesta a Lotito? Non vendere nessuno”.

Lotito e Inzaghi non hanno ancora parlato di rinnovo, ma l’ex attaccante potrebbe rimanere lo stesso alla Lazio: “Non ci siamo sentiti a riguardo, ma sono cose che si vedranno al termine della stagione. Non nego di avere alcune clausole nel contratto per il rinnovo automatico. Resterà in caso di Europa? Quello sicuramente. Ora, però, il contratto è l’ultima cosa a cui penso. Sono concentrato sul tour de force fino a Natale”.

Le ultime battute dell’allenatore della Lazio sono sugli obiettivi della squadra: “Dove possiamo arrivare non lo so. Dopo dodici giornate è un po’ presto. Noi siamo giovani e abbiamo un margine di crescita importante. Giochiamo un bel calcio, magari se riuscissimo a recuperare qualche infortunato sarebbe già un buon passo. L’Europa? Sappiamo che è difficile arrivare tra le prime cinque, ma questa Lazio può farcela”. Inzaghi chiude poi con una previsione: “Scudetto? Ho visto un grande Napoli, ma non ci sono dubbi. Lo vince la Juve”.


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