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Torino, Mihajlovic: “Qui ci sono persone ambiziose come me”

L’allenatore del Torino Mihajlovic ha parlato al Corriere della Sera a tutto campo, da Donnarumma a Berlusconi e alla sua nuova avventura al Torino. Ecco le sue dichiarazioni: “Dopo l’avventura con il Milan cercavo qualcosa che mi somigliasse, la storia del Torino è fatta di sudore, cuore, orgoglio e passione, proprio come piace a me. Stiamo crescendo come società, Cairo e Petrachi sono ambiziosi come me. Ho cercato di trasmettere il mio modo di vedere il calcio ma i ragazzi mi hanno confessato che all’inizio non è stato facile dopo 5 anni di Ventura. Dobbiamo imparare a dosare meglio le energie durante la partita, capire quando attaccare e quando rallentare. A gennaio vedremo se acquistare o meno nuovi calciatori. Belotti è il tipo di calciatore che ogni allenatore vorrebbe avere, non si risparmia e fa anche il terzino se serve ma sotto porta è micidiale. Ljajic? Nemmeno lui sa quanto è forte, può arrivare in doppia cifra sia come goal che come assist.”


Il discorso si sposta poi sulla sua avventura al Milan: “Donnarumma resterà per sempre una mia soddisfazione, con il Milan eravamo in difficoltà perché cercavamo di giocare come voleva il presidente Berlusconi, poi ho deciso di fare di testa mia e dopo la gara con il Napoli sono arrivati anche i risultati. Voleva anche convincermi di far giocare Diego Lopez e non Donnarumma. Conoscere Berlusconi è stato un onore per me, diciamo che è stato il miglior presidente di tutti i tempi per 29 anni su 30, l’ultimo anno era il mio. Io ho lasciato il Milan in finale di Coppa Italia e in piena corsa per l’Europa League, ho fatto esordire Donnarumma e senza di me non avrebbero preso nemmeno Romagnoli. Lui diceva che era troppo caro e gli ho detto: facciamo cosi, se quando vorrà rivendere Alessio riceverà di meno la differenza la metto io ma se invece guadagnerà qualcosa facciamo a metà. Anche la permanenza di Niang è merito mio, mi sono opposto alla sua cessione al Leicester.”

La rabbia di Sinisa si trasforma in affetto quando si parla invece di Galliani e Cairo: “Con me Adriano è stato un grande, mi dispiace se andrà via dal Milan, io lo considero un amico. Il nostro rapporto continua e da quel punto di vista è stato un anno meraviglioso. Cairo è uno che lavora 18 ore al giorno, non so come faccia a fare tutto. Se fosse un calciatore sarebbe un tuttocampista.”

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