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Milan, Costacurta alza l’asticella: “Con questo spirito la Champions non è un’utopia”

Terzo in classifica, a meno cinque dalla capolista e a sola una lunghezza dalla seconda, il Milan sembra aver trovato la ricetta giusta per tornare tra le grandi. Tutto grazie al nuovo allenatore Vincenzo Montella, bravo a trasformare radicalmente il gioco dei rossoneri e a puntare sui giovani made in Italy. 

A Milanello è tornato l’entusiasmo di una volta e, a tal proposito, Alessandro Costacurta, che conosce molto bene l’ambiente Milan, ha voluto analizzare il momento rossonero. E lo ha fatto in un’intervista rilasciata alla Gazzetta dello Sport.

“Qual è il segreto di questo Milan? Montella, senza ombra di dubbio. Con la sua idea di gioco, la squadra è cresciuta di personalità”. L’ex bandiera rossonera ha continuato: “Prima vedevo frenesia, ora invece la squadra ha imparato ad aspettare il momento giusto. Il Milan di Montella funziona perché è basato sulla semplicità. E’ un tecnico fortunato, è vero. Ma la fortuna aiuta chi corre dei rischi. Bisogna cercarsela ed azzardare, così come hanno fatto Sacchi e Zaccheroni”. 

Alessandro Costacurta ha poi affermato: “Qual è stata la bravura di Montella? E’ stato in grado di adattarsi e adeguarsi al materiale che aveva, senza cercare di snaturarlo. Questo è indice di flessibilità e intelligenza. 

L’ex difensore ha poi parlato di Berlusconi: “E’ singolare come, proprio nel momento in cui è arrivato un allenatore in grado di regalargli soddisfazioni, stia per uscire di scena. Questo è il Milan che si aspettava di vedere. Ormai è tardi per tornare indietro, ma spero sotto sotto che la trattativa salti”.

Capacità di reazione e spirito. Questa è la forza del nuovo Milan secondo Costacurta: “Ora il Milan è una squadra, un gruppo in cui c’è aiuto reciproco. Un’immagine che mi viene in mente è quella di Palermo: nel finale Abate era stanchissimo, ma quando Suso aveva palla provava lo stesso a salire per dare un’opzione in più al compagno. Questi, secondo me, sono i segnali di un cambiamento importante. Ed è questa la differenza che c’è tra Milan e Inter. L’Inter non è squadra, non c’è spirito di sacrificio”.

Un progetto interessante quello avviato del Milan, che punta tutto sui giovani italiani: “Mi piace molto. E’ stato positivo anche liberarsi di alcuni giocatori, come per esempio Menez e Mexes, che non avevano lo spirito che riconosco nella rosa attuale. Ed è proprio grazie a questo spirito che il Milan può sognare in grande”.

E alla domanda dove questo Milan può arrivare, Costacurta risponde: “Anche in Champions League. Ma prima bisogna puntualizzare una cosa: questa rosa non è da Champions, ce ne stanno altre che sono di livello superiore, come Juve, Napoli e Roma. Ma nel calcio niente è utopia. L’ho vissuto sulla mia pelle con Zaccheroni nel 1998-99: eravamo da quarto-quinto posto, eppure siamo arrivati primi, nonostante la nostra rosa non era la migliore. E’ accaduto perché c’era una squadra, un gruppo unito, disposto a tutto per il proprio compagno”.

Alessandro Costacurta ha poi chiuso sul mercato: “A gennaio servono due innesti di esperienza: un difensore centrale e un regista, anche perché non ci sono alternative a Locatelli. Con il passaggio di mano della società e se la classifica sarà ancora questa, è doveroso provare a rinforzare la squadra”.


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