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Milan, Niang parla da leader: “Capitano? Perché no, sono un trascinatore. E su Balotelli…”

M'Baye Niang si è preso finalmente il Milan. Ormai è un dato di fatto. Tutto è partito proprio dal derby della scorsa stagione, quando il francese disputò una splendida gara, impreziosita da un gol e un assist. Oggi, a distanza di dieci mesi, il ragazzo di Meulan-en-Yveline è al centro del progetto rossonero, punto fermo dell'attacco di Montella. Una crescita esponenziale del bad boy del Milan, che però sembra aver messo la testa a posto. Parole da vero leader quelle rilasciate durante la lunga intervista a Corriere della Sera e Tuttosport.

“Come tutti i giovani ho fatto qualcosa che non andava. Ho capito e non le faccio più. Ho avuto la sfortuna però di essere stato beccato ogni volta che ho fatto qualcosa di sbagliato. Oggi mi sento un leader. Sto al Milan da molto tempo, so parlare nello spogliatoio se c'è bisogno. Nonostante sia giovane, riesco a dare consigli ai miei compagni. Sono un trascinatore, non mi tiro mai indietro. Capitano? Ho vissuto momenti che mi hanno dato esperienza e mi hanno aiutato a crescere, quindi penso di potermi meritare la fascia del Milan, anche perché sono importante nello spogliatoio”.

Milan-Inter 3-0, l'inizio dell'esplosione di Niang: “In quel derby ho segnato e fatto segnare. E' la partita che mi ha fatto crescere. Per affermarmi avevo bisogno di un gol in una gara importante, e non c'è match più importante del derby. Oggi, però, non penso alla gioia personale, ma voglio aiutare la squadra a vincere. Questa è la cosa più importante. Siamo giovani e dobbiamo ragionare da gruppo: solamente così emergeranno le nostre qualità individuali”.

I sei mesi al Genoa sono stati fondamentali sia per la sua crescita che per quella di Suso: “Abbiamo deciso di partire in prestito, anche se in momenti diversi, perché sentivamo bisogno di giocare. E' stata un'esperienza utile per entrambi: ci hanno aiutato tutti, dal mister alla società, dai compagni ai tifosi. E noi siamo stati bravi a metterci a disposizione”.

Prima Allegri, poi Gasperini. Infine Mihajlovic e Montella. Quattro tecnici che Niang ha incontrato durante il suo cammino: “Ognuno è diverso dagli altri. Ad Allegri devo tanto perché mi ha fatto esordire in Champions. Ma è grazie a Gasperini, Mihajlovic e Montella che ho acquisito sicurezza”.

Il francese svela poi il segreto di questo Milan: “Siamo un mix di gioventù ed esperienza. Non ci sono 11 titolari, ma 26 giocatori che possono andare tutti in campo. Questa è la nostra forza. Restiamo però con i piedi per terra, perché oggi siamo terzi, ma se perdiamo si torna come un anno fa. Per questo lavoriamo con umiltà e serenità”.

Niang chiude poi su Balotelli: “Mario sapeva di non avere altre alternative se non impegnarsi e dare il massimo. L'ha capito e gli auguro buona fortuna, anche perché siamo amici. Se vince la Ligue 1 guida un elicottero? Sicuramente non ci tengo a salire a bordo. Se io vinco lo scudetto mi accontento di una cena”.


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