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C'era una volta

C’era una volta… Oleg Salenko, eroe per un giorno

Dando un’occhiata all’albo d’oro dei
capocannonieri della Coppa del Mondo, non si sbaglia: sono grandi
giocatori che hanno lasciato un’impronta nel mondo del pallone. Nel
1990 troviamo la sorpresa di Salvatore Schillaci, eroe delle
Notti Magiche, che comunque riuscì a rimanere su buoni livelli per
alcuni anni prima di cedere alle lusinghe degli yen. Ma
nell’edizione del 1994, il miglior marcatore risulta essere il
russo Oleg Salenko, un nome che di certo non suona troppo
familiare. Com’è nata la storia di questo suo primato?

Anzitutto, Salenko non è l’unico
russofono ad aver vinto la classifica dei goleador di un Mondiale.
Nel 1962 c’era riuscito Valentin Ivanov, che con la casacca
dell’allora Unione Sovietica condivise la vetta dei marcatori di quel
torneo con giocatori del calibro di Garrincha e Vavá. Ma parliamo di
un bomber che in carriera si fregiò di un Oro olimpico e del primo
titolo europeo di sempre.

Salenko invece si presenta ai blocchi
di partenza di USA ’94 senza molto pedigree internazionale. Con
il Logroñés ha contribuito alla salvezza dei biancorossi
nella Liga, ma in nazionale deve contendere il posto a giocatori più
quotati come Radchenko e gli “italiani” Kolyvanov e
Simutenkov. L’esodo – dopo il crollo del regime sovietico – ha sparso
i talenti russi in giro per l’Europa; in passato, Salenko si era
distinto nella Dinamo Kiev ed aveva persino giocato la prima partita
ufficiale della Nazionale ucraina. Oleg, essendo nato a San
Pietroburgo, quando nasce la Nazionale russa decide di cambiare. Se
contiamo anche le presenze con l’Under-20 sovietica, è uno dei pochi
giocatori ad aver rappresentato ben tre selezioni.

La Russia si ritrova in un girone di
ferro con il Brasile, la Svezia e l’insidioso Camerun. Nella prima
gara, sotto al sole di Stanford, i verdeoro si trovano a
loro agio e si sbarazzano dei russi con un 2-0 firmato da Romario e
Rai. La sfida contro i gialloblu è già decisiva, ma gli scandinavi
sono pronti a recitare il ruolo di protagonisti della competizione.
Salenko apre le marcature su rigore, realizzando il suo primo gol in
nazionale; gli svedesi pareggiano con Brolin e nella ripresa Dahlin
realizza due gol che fissano il risultato sul 3-1. La Russia è
quindi già eliminata quando affronta il Camerun, che deve
conquistare un successo per sperare nella qualificazione. La partita
è uno spietato monologo dei russi, dove Salenko realizza la bellezza
di cinque reti. Solo il polacco Ernest Wilimowski, nel lontano
1938, era riuscito in un’impresa del genere. Oltre alla vena
prolifica del bomber pietrobughese, la gara passa alla storia pure
per la rete di Roger Milla, che diventa il più anziano
marcatore della storia dei Mondiali. La gara si conclude con un
roboante quanto inutile 6-1 per gli uomini allenati da Sadyrin, che
salutano il torneo con tre punti in tre partite.

Potrebbe prospettarsi un radioso futuro
per il bomber del Mondiale, che troneggia assieme al bulgaro Hristo
Stoichkov
; ma non è così. Il trasferimento al Valencia non
porta buoni frutti a causa di dissidi con la dirigenza e il giocatore
viene ceduto ai Rangers. Solitamente il campionato scozzese
arride ai grandi bomber, soprattuto quando si gioca dalle parti di
Glasgow. Invece per Salenko arrivano solo 7 reti, che gli permettono
di vincere la Premier League locale e la coppa nazionale pur restando
all’ombra di Durie e McCoist. Davvero poco. Le sue prestazioni non
soddisfano la dirigenza e il declino si materializza in Turchia con
il passaggio all’Istanbulspor, dove si trasferisce assieme al
compagno di squadra van Vossen. Dopo un inizio promettente, nel 1997
Oleg si infortuna al ginocchio e praticamente smette di giocare. Dopo
due comparsate nel 
Córdoba e nel Pogon Stettino, nel 2002 prova a
farsi ingaggiare dalla Dinamo Kiev ma il club ucraino è scettico:
nelle ultime quattro stagioni, Salenko è sceso in campo una decina
di volte senza segnare mai. Così, poco più che trentenne, la
rivelazione di USA ’94 appende gli scarpini al chiodo.

Si torna a parlare di lui quando viene
nominato commissario tecnico della Nazionale ucraina di beach soccer;
attualmente, lavora nello staff della federcalcio di Kiev. Non ha
avuto una grande carriera a livello di club, ma vanta un record
difficilmente eguagliabile: vincere la classifica dei cannonieri di
un Mondiale senza aver nemmeno superato la fase a gironi.


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