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Sneijder: “Milan? Il mio sogno da bambino. Errore mandare via De Boer.”

Wesley Sneijder ha rilasciato un intervista esclusiva alla Gazzetta dello Sport in vista del derby tra Milan e Inter di stasera. Sneijder ha parlato del suo passato all'Inter, di De Boer, della dirigenza neroazzurra, del suo futuro e del momento buio che sta vivendo Mourinho.

Sull'esonero di De Boer: “Se avrebbe potuto fare bene? Se gliene avessero dato la possibilità… Frank ha fatto bene all’Ajax, ha fatto benissimo come vice in nazionale. La verità è che l’Inter è finita con Moratti. Mi spiace che se ne sia andato, così è finito tutto. C’è bisogno di uno che comanda, uno che si faccia rispettare e davanti a lui stiano tutti zitti. Adesso i giocatori non hanno riferimenti. I cinesi? Chi sono, chi li vede, dove stanno? Sono sicuro che i giocatori neanche li conoscono. L’Inter ha fatto un errore.”

Sulla dirigenza neroazzurra: “Zanetti che cosa può fare? Ha potere? Non credo, visto che poi decidono i proprietari cinesi. La forza della mia Inter era Moratti: c’erano certezze. E per avere una squadra che crea e vince il campionato e fa divertire la gente ci vuole tempo.Io sarei rimasto, a un certo punto ho pensato: sto qui e aspetto. Ma poi volevo giocare, un calciatore non può stare fermo tanti mesi. Avrei perso la nazionale, avrei perso soprattutto quello che amo, cioè stare in campo.”

Sul suo passato all'Inter: “All’Inter ho dato tutto, ci ho messo il cuore, ma non è finita bene. Mi sono sentito calpestato. E poi giocare nel Milan era il mio sogno di quando ero bambino. Quindi sì, se tornassi in Italia vorrei giocare nel Milan. Esordio? E come dimenticarselo. Arrivai il venerdì e Mourinho mi mise in campo il sabato.”

Sul suo futuro: “Tornare in Italia? No, non penso che tornerò più. Sono andato via litigando, eppure come ho detto vorrei giocare per il Milan prima di chiudere la carriera. Sono vecchio ma posso ancora giocare. In Turchia si sta bene. Vedo le partite del campionato italiano e capisco che non è più il calcio di cinque anni fa, c’è meno qualità, ma il Milan è un mito per me. Juventus? C’è stata una possibilità, ma Italia per me vuol dire solo Milano. E tornerei solo per il Milan o l’Inter, anche se la storia è finita male.”

Sulla crisi di Mourinho alla guida del Manchester United: “Sono convinto che costruirà una grande squadra. Anche lui però ha bisogno di tempo e a Manchester non ne hanno dato neppure a Van Gaal. Quando cambi società e ti trovi in un club storico che ha bisogno di tornare a vincere subito non è facile lavorare, ma Mou è grande.”


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