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C'era una volta

C’era una volta… Gareth Southgate, dal rigore sbagliato alla panchina inglese

Il velo pietoso sull’incidente Allardyce è stato definitivamente steso con la conferma di Gareth Southgate alla guida della Nazionale inglese. Una squadra da rifondare, certo, ma è innegabile che il materiale umano non manca. Inoltre il nuovo commissario tecnico, proveniente dalla selezione Under-21, è già abituato a lavorare con il futuro del calcio di Sua Maestà. Con un ruolino di marcia niente male: 27 vittorie in 33 apparizioni in panchina. 

 

 
I più esperti di calcio internazionale ricorderanno chi era il Gareth Southgate giocatore, e per quale motivo questa sua nomina a CT è una possibile grossa rivincita. Parliamo di un ex difensore, all’occorrenza centromediano, di tutto rispetto; nonostante non abbia giocato in club di primo piano, è stato presente nella retroguardia dell’Inghilterra per poco meno di un decennio.
 
Cresciuto nel Crystal Palace, entra in prima squadra nella stagione 1990-91 vincendo da comprimario la Full Member Cup. Si tratta una competizione oramai defunta che fungeva da ripiego nel corso della squalifica UEFA imposta ai club inglesi dopo la tragedia dell’Heysel. Southgate ci mette poco a diventare titolare delle aquile londinesi, ma nel 1993 arriva una brutta retrocessione. Nella seconda serie inglese, il giocatore realizza ben 9 reti che permettono ai rossoblu di tornare in Premier League. Tuttavia l’organico è molto debole e dopo un’altra retrocessione per Southgate è tempo di cambiare aria. Nel 1995 viene ingaggiato dall’Aston Villa, dove grazie ai gol del tandem offensivo formato da Savo Milosevic e Dwight Yorke si raggiunge un lusinghiero quarto posto. Per Gareth è la consacrazione e arriva la chiamata in Nazionale, a pochi mesi dall’inizio di Euro 96, che si disputa proprio in Inghilterra.
 

Lo slogan è “Il calcio torna a casa” e senza dubbio i supporter inglesi si aspettano una vittoria, per conquistare per la prima volta il campionato europeo. Nella gara inaugurale Southgate figura titolare al fianco di Tony Adams; l’esito è un mezzo shock, con la sorprendente Svizzera che pareggia su rigore di Kubilay Turkyilmaz il vantaggio realizzato da Alan Shearer. I ragazzi del CT Terry Venables non perdono la testa e battono sia la Scozia (2-0) che i Paesi Bassi (4-1) accedendo ai quarti di finale. Il 22 giugno si inizia a fare sul serio con il match contro l’insidiosa Spagna del bomber Julio Salinas. Nessuno toglie le ragnatele dagli incroci e si va ai rigori, dove Stuart Pearce si riscatta dopo aver fallito il penalty decisivo a Italia 90. Eroe del duello dagli undici metri è il portiere David Seaman, che para il tiro di Miguel Nadal permettendo ai suoi di raggiungere la semifinale.

 

 
Inghilterra-Germania non è una partita comune, ma una delle rivalità più antiche del calcio europeo. A Wembley le cose sembrano mettersi bene per gli inglesi: al 3’ Shearer corregge in rete una deviazione aerea di Adams sugli sviluppi di un corner di Gascoigne. Al 15’ i teutonici pareggiano, con Stefen Kuntz che riceve un assist di Thomas Helmer a pochi passi alla porta. Il resto della partita vede gli inglesi sfiorare il raddoppio in tutti i modi; nei supplementari Darren Anderton colpisce un palo e “Gazza”, ben imbeccato da Shearer, manca il golden goal a porta vuota, non riuscendo a raggiungere la sfera. Ai rigori parte la sfida tra due super portieri come Seaman e Koepke; si impone proprio quest’ultimo, che para il tiro di Gareth Southgate permettendo ad Andreas Moeller di chiudere la pratica. Gli inglesi sono fuori e Southgate, in maniera ingenerosa, viene posto sul banco degli imputati.
 
Per sua fortuna, riesce a scacciare gli incubi partecipando anche a Francia 98 ed Euro 2000 sempre da titolare, nonostante l’affermazione di giocatori più giovani. Nel 2001 si trasferisce al Middlesbrough, contribuendo a un periodo di tranquille salvezze per il club biancorosso. Il suo canto del cigno internazionale è il mondiale asiatico del 2002, dove ottiene la convocazione ma non scende mai in campo; in seguito viene convocato occasionalmente. Si ritira nel 2006 per sostituire Steve McLaren sulla panchina del Boro; un paio d’anni dopo, un certo Arsène Wenger afferma che Southgate fa parte di quei giovani tecnici che un giorno avrebbero potuto guidare la Nazionale inglese. Mai previsione fu più azzeccata: dopo una lunga gavetta—e la dubbia morale di Allardyce—adesso Gareth ha l’occasione, nelle vesti di CT, di far definitivamente dimenticare quella triste serata di Wembley.

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