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Fiorentina, Corvino: "Juve regina in Italia. Spero in un titolo"

Il direttore generale della Fiorentina Pantaleo Corvino ha rilasciato un'intervista al Corriere dello Sport. Corvino ha parlato un po' di tutte le principali squadre italiane, di mercato e rinnovi della Fiorentina, dei suoi obiettivi e del suo passato.
Su Juventus, Milan, Sassuolo, Genoa, Lazio e Napoli: “Juve regina d'Italia? Sino ad ora lo ha dimostrato, le altre devono fare uno sforzo per cercare di avvicinarsi e, magari, superarla. In Europa? In Europa Barcellona e Real Madrid sono le due squadre lontane dalle altre, compresa la Juventus. Sorpreso dal Milan? No, perché un grande club non dovrebbe portare solo qualità conclamate, ma costruire le risorse tecniche al proprio interno. Un pregio del Sassuolo? Dare continuità sia tecnica che aziendale, in assenza di pressione mediatica. Novità di Juric? Ha portato, nelle due fasi, un'intensità assoluta cercando sempre la superiorità in ogni zona di campo. E' stato bravo a rifarsi al suo maestro, Gasperini, ma anche ad attingere da altri tecnici. Sorpreso dalla Lazio? La Lazio punta su un equilibrio tattico dove c'è un tridente supportato da Biglia e Parolo. Sarri ha l'identità del Napoli.”
Sulla situazione mercato e rinnovi in casa viola: “Giocatori viola i più appetiti sul mercato? Orgoglioso perché vuol dire che non abbiamo sbagliato giudizio valutativo. Nessuno mi ha chiesto la cessione? La porta è sempre aperta, ma chiunque si presenti deve farlo bussando, con educazione. Rinnovo Rodriguez? Quando si inizia una trattativa, sai quando ti siedi ma non quando ti alzi. C'è tempo fino all'ultimo giorno di campionato per prolungare. Tello? E' abituato a giocare con un modulo diverso e si deve adattare ad altre caratteristiche. Ma io vedo lo sforzo e l'applicazione del ragazzo nel seguire l'allenatore.Toledo? Toledo insieme a Dragowski, Diks, Maganjic, Chrzanowski è figlio di un progetto a lungo termine, saranno funzionali per il futuro. Zarate? Bisogna avere rispetto del grande problema che il ragazzo ha passato e comunque, quando è stato chiamato in causa, ha dato sempre il meglio. Chiesa, Bernardeschi e Hagi? Questi ragazzi sono figli di una continuità di lavoro iniziata 11 anni fa e di sacrifici della proprietà. In questo ci sta dando una grande mano pure Paulo Sousa.”
Sui suoi obiettivi stagionali: “In Europa mi piace lottare per scavalcare tutti gli ostacoli. Preferirei Serie A o Europa League? Vincere. La mia speranza è che Firenze possa festeggiare un titolo: sarebbe una conquista collettiva per la città, per i tifosi che aspettano da tanto tempo, i dirigenti e la proprietà che ha dato tanto. Nuovo stadio per il salto di qualità? Sì, perché i fattori che contribuiscono a far fare il salto di qualità ad un club sono due, quello tecnico, che deve produrre risorse, e quello finanziario, che si deve occupare di sponsorizzazioni e merchandising. Oltre ad uno stadio di proprietà.”
Sul suo passato: “Bologna? Abbiamo tagliato tutti i traguardi. C'era da conquistare la promozione in Serie A e lo abbiamo fatto. C'era da farlo con tanti giovani e ci siamo riusciti, pensando al futuro e lavorando soprattutto sulle uscite. Non a caso Diawara è stata la plusvalenza forse più grande nella storia del Bologna. Ci siamo poi tolti anche qualche soddisfazione battendo la Samp, vincendo a Udine, pareggiando contro la Roma all'Olimpico e vincendo a Milano.”


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