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Juventus, Higuain: "La mentalità Juve ti porta lontano. Lo scudetto dipende da noi"

L'attaccante dei bianconeri Gonzalo Higuain, ha rilasciato un'intervista esclusiva al Corriere della Sera. Higuain ha parlato del suo passato, del Napoli, della Juventus, degli obiettivi stagionali e della sua condizione fisica attuale.

Sul suo passato: “Sono sopravvissuto alla meningite a 10 mesi. Grazie ai medici e alla mia famiglia ne sono uscito bene. A 13 anni dissi di voler andare al Real Madrid? Quello era il sogno di tutti. Io l’ho realizzato grazie alla forza mentale che ho e che mi ha fatto arrivare fin qui. Per mio padre questo è il campionato più difficile per fare gol. I gol sono come il Ketchup? Me lo disse Van Nistelrooy, in un periodo in cui non segnavo. Ed è vero:
ci provi, ma non escono. E quando escono, lo fanno tutti insieme, come
il ketchup. Credo che nessuno sia perfetto, neanche il migliore del mondo. Per cui
io voglio sempre imparare. A volte è difficile accettare le critiche.
Però ci vuole l’umiltà di ascoltare, per cercare di crescere ancora.”

Sulla Juventus: “Sogno di vincere tanti trofei con la Juventus, per la fiducia che ha avuto in me: voglio ricambiare con tanti
gol e vittorie. Come persona vorrei formare una famiglia, trovare la
moglie giusta. E diventare ogni giorno una persona migliore. Quando
lascerò il calcio vorrei essere ricordato per quello che ho fatto
. Primo gol alla Juve una liberazione? Ho fatto più di 300 reti in carriera, non era una liberazione. Ma è
stata un’estate dura. Mi hanno massacrato. Hanno detto che stavo male e
tante altre cose. Poi sono entrato, ho segnato e per tutti ero in grande
forma, questo a volte non lo capisco proprio
. Perchè la Juve vince sempre? Da fuori dici sono forti, hanno fatto 25 vittorie di fila, eccetera. Poi arrivi qui e dici: cazzo. Ci sono giocatori che hanno vinto tanto eppure ancora hanno questa fame di vincere
ancora. È una cosa che ti contagia e ti dà la voglia di migliorare
ancora
. E' questa la mentalità che ti porta lontano. Sono arrivato in una squadra dove compagni, allenatore e modulo per me
sono nuovi e sta andando come immaginavo: ho fatto 9-10 gol in 19
partite, ho giocato quasi sempre. In ogni caso, siamo l’unica
squadra d’Europa prima in campionato e in Champions: non mi sembra poco
.”

Sul Napoli: “Perchè non ho esultato? Sono stato educato in un certo modo e avevo già deciso prima della
partita di reagire così
. Non vuol dire che non volevo vincere. Però sono
un uomo che non dimentica quello che ha fatto e quello che ha ricevuto.
E a Napoli mi hanno dato tantissimo e mi hanno fatto crescere. È stato
un segno di ringraziamento alla squadra, all’allenatore, ai tifosi
. Dopo
la partita ho esultato con quelli della Juve, perché lo meritano anche
loro per il rispetto e l’amore che mi stanno dando.”

Sugli obiettivi stagionali: “Scudetto? Adesso dipende da noi vincere o perdere. Siamo primi con 4 punti. Se lo perdiamo, è perché abbiamo fatto male. È semplice. Dobbiamo migliorare tanto nel modo di giocare, perché abbiamo calciatori
fortissimi per poterlo fare. E dobbiamo scendere in campo sempre con
l’atteggiamento giusto.
Al contrario di quello che abbiamo fatto col
Genoa.”

Sulla sua condizione fisica attuale: “Ho preso una botta sopra il ginocchio, ma ora sto bene: mi sento al
100%, sono migliorato sotto altri aspetti e ho la consapevolezza che
compagni e staff sono felici di quello che sto facendo
. Classifica marcatori? Se non riprendo Icardi e Dzeko non succede nulla. L’importante è vincere il
campionato, sono qui per questo. Poi se faccio tanti gol, è molto
meglio. Ma per fortuna ho superato il record di 35 reti, che resisteva
da 50 anni. Con Allegri c'è grande rispetto, ci stiamo conoscendo.”


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