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Juventus, Khedira: "Sono qui per vincere la Champions League"

Khedira sta meglio

Parole d'amore per la ‘Vecchia Signora‘: “Ad un certo punto ti fermi a pensare cosa devi fare della tua vita e della tua carriera. Ho capito che il Real Madrid era stata la cosa più bella che mi poteva capitare. Avevo passato cinque anni stupendi a Madrid, conosciuto gente speciale e grandi calciatori. Ma a 28 anni avevo due scelte: rinnovare e finire la carriera al Real Madrid o cercare una nuova sfida. Volevo vedere qualcosa di nuovo, un nuovo ambiente, qualcosa di diverso. Dovevo riscoprire me stesso. Poi ho ricevuto la chiamata della Juventus ed è stato subito chiaro che avrei cambiato club“. 


Leader: “Parlando con il tecnico ho capito che potevo avere il ruolo che volevo: avere maggiori responsabilità, compiti da leader. Ho raggiunto un’età in cui posso assumermi le mie responsabilità. Ha funzionato e credo che firmare per la Juventus sia stata la scelta migliore“.

La Champions League: “Se ricordo bene, la Juve non la vince dal 1996. Quindi direi che è ora di rivincerla. Ecco perchè sono qui, per questo ho firmato con la Juve. Ma so anche che non è facile, che si può sempre sognare di vincerla e che si deve sempre lavorare duramente per riuscirci. Credo fortemente che la nostra squadra può competere per il titolo”.

Lo Stadium: “La mia prima partita con la Juventus è stata in Champions League, contro il Siviglia. Ero stato in questo stadio da spettatore e l’atmosfera era speciale. Ma poi l’ho provata dal campo. Appena 40.000 spettatori e ho subito pensato: “E’ incredibile”. Quando chiudi gli occhi e assapori l’atmosfera, pensi che è uno stadio da 100.000 spettatori o più considerando l’entusiasmo dei tifosi. Ci spingono davvero molto. Basta vedere partite importanti come quella dell’anno scorso contro il Napoli quando il risultato era inchiodato sullo 0-0 e i tifosi hanno continuato a spingerci fino alla fine. O contro il Bayern, quando eravamo sotto 2-0 e non stavamo giocando bene, ma i tifosi ci hanno aiutati a rimontare: per poco non abbiamo vinto quella partita. E’ il rumore, l’euforia, l’atmosfera nello stadio, qualcosa di speciale anche in campo europeo.”

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