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Roma, Strootman: "Alla Juve mai. Rinnovo? Ci stiamo lavorando"

Il centrocampista dei giallorossi Kevin Strootman ha rilasciato un’intervista esclusiva alla Gazzetta dello Sport. Strootman ha parlato della squalifica, del Milan, della Nazionale, della Juventus, delle differenze tra Garcia e Spalletti, del futuro e sul suo momento di forma.

Sulla squalifica: “E’ stata fatta giustizia. Quando mi era arrivata la notizia sono rimasto sorpreso. Pensi che stavo dormendo e a un certo punto è arrivato il messaggio sulla nostra chat di squadra, con tutti che commentavano: “È incredibile”. Detto questo, non dovevo buttare l’acqua a Cataldi. È stata una cosa non sportiva. Certo, lui faceva delle cose, ma è comunque colpa mia. Però non sarebbe stato giusto squalificarmi per simulazione. Dico solo che ho sbagliato a tirare l’acqua e chiedo scusa.”

Sul Milan: “Gullit, Rijkaard, Van Basten. Insieme a Seedorf hanno cambiato la storia del calcio italiano. È la generazione delle stelle dopo quella di Cruijff e Neeskens. Li ho potuti vedere solo in video, ma erano formidabili. Del Milan temo Suso e Bonaventura, Bacca se gioca. Anche Locatelli che è molto cresciuto rispetto all’anno scorso. Però loro sono forti come squadra e lo dimostra il fatto che riescono a vincere anche se non giocano bene. Dobbiamo stare attenti, abbiamo un’occasione importante: senza i tre punti, la vittoria nel derby sarebbe inutile.”

Sulla Juventus: “Alla Juve toglierei tutti i 23 giocatori. Ne hanno due per ruolo fortissimi. Da quando sono in Italia restano il punto di riferimento. Se pensiamo che hanno comprato anche Pjanic e Higuain. Io mai alla Juve? Quando me lo chiesero, ero appena rientrato e avrei detto no a tutto, ma di sicuro confermo che sarebbe quasi impossibile. Quando ero piccolo pensavo che mi sarebbe piaciuto giocare in Premier per l’ambiente, gli stadi pieni. Comunque, non puoi sapere cosa succede nel futuro, l’ho scoperto sulla mia pelle. Ma qui mi trovo bene e vorrei vincere qualcosa.”

Sulla Nazionale: “Nazionale in difficoltà? Sì, perché i nostri non giocano più nei grandi club come una volta. Ci manca la generazione di mezzo tra i giovani bravi e i senatori Robben e Sneijder. Ma le cose stanno migliorando, e finalmente abbiamo capito che ciò che conta è il successo. Mi ricordo lo scandalo quando Van Gaal usò la difesa a 5 perché non era in linea con la tradizione dell’Olanda che voleva solo attaccare. Ma va bene difendersi anche in 6 o 7 pur di vincere. Italia e Germania ce lo hanno fatto capire. Anzi, anche voi tornerete presto in alto. Frizioni Roma-Olanda passate? Sì, tutto a posto. Forse è stata colpa mia, voglio giocare sempre. Dovevo dar retta al mio corpo. Avessi saputo che mi sarei fermato, non avrei giocato.”

Sulle differenze tra Garcia e Spalletti: “Non molte. Spalletti forse è più attento alla difesa e ruota più i giocatori, mentre Garcia faceva giocare spesso gli stessi. In partita, poi Spalletti è più agitato, mentre Garcia parla di più con gli arbitri.”

Sul futuro: “Stiamo lavorando al rinnovo e io sono ottimista. Nel 2013 Garcia e Sabatini mi hanno convinto a venire perché c’era da ricostruire. L’abbiamo fatto: manca l’ultimo gradino.”

Sul suo stato di forma attuale: “Sono al massimo? Ancora no. Se rivedo le mie partite so che devo migliorare ancora. D’altronde, da quando avevo 4 anni ho giocato ogni giorno fino a tre anni fa. Poi mi sono fermato. L’anno scorso pensavo di essermi ritrovato, invece ne giocavo una bene e una no. Poi mi dissero: “Devi fare un terzo intervento, altrimenti non è finita. E non è nemmeno sicuro che tornerai quello di prima”. Ecco, in quel momento ho avuto paura, sapevo di rischiare aprendo il ginocchio per la terza volta, ma il professor Mariani ha fatto un gran lavoro. Quasi ogni giorno ho il rimpianto di non essermi fatto operare subito da lui.”


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