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Roma, Spalletti: "Leverei Montella al Milan. Siamo costruiti per vincere. Salah? Se recupera…"

Luciano Spalletti, il tecnico toscano, ha parlato nella conferenza stampa di Roma-Milan. L'allenatore giallorosso si è soffermato su diversi punti importanti, dal bollettino medico su i suoi giocatori, del derby e della difficoltà della partità di domani.

Il bollettino medico

“Bruno Peres ieri si è allenato a parte a causa del trauma contusivo alla coscia sinsitra. Oggi lavorerà in gruppo, sta bene. Vermaelen e Strootman lavoreranno in gruppo, stanno bene. Florenzi, Salah e Paredes proseguono nel percorso riabilitativo. Totti ha la febbre alta, ha un virus intestinale. Non recupererà per domani”.

Quanto è stato difficile preparare la sfida di domani, dopo la vittoria nel derby?

“In Italia è sempre difficile. Abbiamo lasciato dei punti per strada, che non avremmo dovuto lasciare. Poi li abbiamo ripresi contro delle squadre toste. Diventa fondamentale possedere il presente, non bisogna guardare indietro, né in avanti. Bisogna sfruttare il massimo dal presente. Quando si organizza il lavoro, bisogna pensare al momento che vivi. Se vivi sempre nel presente ti accorgerai che è tutto più facile, in funzione dell'obiettivo finale, vivendo con più gioia e intensità la propria vita e la propria professione. Dobbiamo dare peso a tutte le partite allo stesso modo. Il momento è ora, sempre”.

Montella ha detto che, se potesse, toglierebbe Spalletti alla Roma. Lei chi leverebbe al Milan?

“Leverei Montella perché Roma è casa sua, l'Olimpico è casa sua. Ci tornerà da allenatore e sarà un grande allenatore per la Roma. La Roma è stata costruita per vincere, è vero, al contrario del Milan. Il fatto che siano appaiate in classifica evidenzia il valore degli allenatori. Io sto facendo un lavoro normale, lui straordinario. Tra i due, è lui quello bravo ora. Ho letto che mi ha perdonato e mi fa piacere, è sempre più facile capire i genitori quando lo si diventa. Ha già due-tre giocatori che lo perdoneranno in futuro”.

Qual è il pregio tattico del Milan che può mettere in difficoltà la Roma?

“Il suo marchio è la gestione della palla, del palleggio, di essere squadra. Era un po' quello di cui aveva bisogno quando giocava. Non aveva bsogno della palla lunga ma della squadra che si posizionava nella metà campo avversaria, che palleggiava. Lui riporta il suo marchio da calciatore, la rapidità, la velocità di pensiero. Era sveltissimo con i piedi, è svelto con la mente ora, era astuto come giocatore. Aveva un paio di cose che sapeva fare così bene che, se anche tu sapevi cosa avrebbe fatto, lui comunque riusciva a farla. Lo stesso da allenatore. Ha un'idea be chiara di calcio e non sarà facile da arginare. Sarà una gara bellissima perché tutte e due la squadre vorranno fare la partita”.

Strootman come ha gestito questa situazione?

“Ha già cancellato tutto. Nel 2016 abbiamo già dato nei derby, se ne riparla nel 2017. Ci interessa solo la gara di domani sera”.

Chi vince tra Roma e Milan sarà l'anti-juve?

“Noi vogliamo essere la squadra che vincerà contro il Milan, non l'anti Juve. Con i bianconeri giocheremo la settimana successiva e ne parleremo la prossima settimana. Bisogna pensare al presente, non sappiamo cosa ci succederà domani. Diventa fondamentale per la nostra classifica e per la nostra identità vincere contro il Milan. Vogliamo vincere assolutamente, siamo costruiti per vincere le partite e vedremo quale scenario si aprirà. Parlare dei futuri avversari non ha senso se non fai bene nel presente”.

Può essere un bello spot per il calcio italiano la gara di domani?

“Sì, come la partita del Napoli oggi. Molte squadre giocano un bel calcio, il nostro calcio è in crescita. Il calcio che giochiamo è di livello, sarà una bella partita”.

La convince di più la Roma dello scorso anno oppure di quest'anno? 

“Penso sia meglio metterci un po' di fisicità. Avere lo scettro giocando in velocità è un valore in più ma la fisicità dà molto perché le palle inattive decidono molti risultati. La fisicità e la velocità ti fanno sopperire alla qualità dell'avversario. La cosa più evidente è che l'anno scorso la Roma era senza Dzeko, quest'anno ha Dzeko. Quando l'anno scorso lui venne a parlare con me, gli ho sempre detto che la mia Roma la vedo con lui. Lui mi disse di sentirsi un giocatore differente rispetto al modo di giocare che avevamo. Gli ho risposto che la mia Roma la vedevo con una prima punta fisica, forte. Quest'anno siamo un pochino più lunghi ma ci sono i pro e i contro. La preferisco così, con più fisicità perché così ho più soluzioni. Quando la partita si incasina un po', come per esempio contro l'Astra Giurgiu, la gara la risolvi con una palla buttata, con un po' di fisicità. Ci sono squadre meno veloci e tecniche che, però, sono più toste caratterialmente e portano a casa il risultato nella giocata individuale e nello strapotere fisico in area”.

La Roma segna di più nel secondo tempo, l'identità dei giocatori esce in quei momenti lì?

“No, può essere pericoloso perché rischi di non fare in tempo. Preferirei andare in vantaggio e gestire il vantaggio. Ancora non abbiamo quell'identità così forte ed evidente, che dobbiamo ricercare prima che sia tardi. Abbiamo la possibilità di far vedere il nostro marchio ma non l'abbiamo modellato bene ancora”.

I prossimi risultati potranno influenzare il mercato invernale?

“La Roma non è legata al risultato della partita. L'obiettivo è di migliorarsi sempre. Non è che ora si smonta la piscina appena costruita per un risultato negativo. Il presidente sta mettendo in pratica le intenzioni di cui parlava quando è venuto. La Roma deve essere sempre più forte”.

La Roma è costruita per vincere? Chi è la favorita?

Noi. Siamo favoriti no. Noi siamo co
struiti per vincere, loro no.

Come procede il recupero di Salah?

Se recupera visto pure quello che è successo a Francesco lo porto anche domani, vado a chiedere il medico. Io non mi rassegno a niente, ci capitano queste cose prima di una partita e io provo sempre a mettermi in mano tutte le soluzioni possibili.


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