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Cagliari, a tutto Ibarbo: l'erede di Tino dal passato da elettricista

ibarbo, cagliari

Dopo la cessione alla Roma nel gennaio del 2015, Victor Ibarbo è tornato al Cagliari; nel mezzo le avventure al Watford, Atletico Nacional e Panathinaikos. Il colombiano, felicissimo del suo ritorno in Sardegna, si è raccontato in un'intervista ai microfoni di ‘GianlucaDiMarzio.com
Ho ritrovato la “mia” città e la “mia” squadra, sono felice di essere nuovamente qui. Domenica al Sant' Elia è stato bellissimo il nuovo appuntamento con i tifosi, un tuffo nel passato. Poi lo stadio era pieno, c'era la partita contro la Juventus, un'atmosfera fantastica. E gli applausi mi hanno aiutato a sciogliere l'emozione. Peccato per il risultato, sarebbe stata una serata perfetta per me. In questo momento sto pensando a come riconquistarmi il Cagliari”. Queste le prime parole del colombiano.
La “passione” per il calcio: “La mia infanzia è stata tranquilla. E dirò la verità, all'inizio il calcio non mi faceva impazzire, preferivo il basket. Poi iniziai ad accompagnare mio fratello agli allenamenti, tutti i giorni. Li vedevo giocare, divertirsi e poco alla volta è nata la passione. Un giorno mio fratello mi disse ‘dai Victor, prova, magari ti piace…'. Allora mi sono detto ‘Perché no? Proviamo…'. E così ho iniziato anche io”. 
Asprilla il suo idolo: “In quel periodo si era trasferito in Europa e faceva anche grandi cose in Nazionale. Era sulla bocca di tutti, la sua popolarità era grandissima. Quando iniziai a giocare però tutti mi paragonavano a Tino, per il modo di correre, per le finte. Allora cominciai a studiarlo, a ispirarmi a lui”.
Passato da elettricista: “Studiavo e lavoravo. Aiutavo mio padre che faceva l'elettricista, caricavo e scaricavo i cavi e tutto il materiale che serviva per il lavoro e nel mentre imparavo il mestiere. A volte il lavoro era così tanto che ero costretto a rinunciare agli allenamenti. Altre volte era papà che doveva aspettare che finissi di allenarmi. Mi ha sempre accompagnato e sostenuto, non lo dimenticherò mai”.
Il gol indimenticabile: “Ogni gol ti regala una gioia e un'emozione diversa. Quello che ricordo con più piacere è quello che segnai al Catania, il primo con il Cagliari. Ma non perché è stato bello e spettacolare, ma perché era la prima stagione in Sardegna e c'erano tanti amici in squadra che mi fanno tornare in mente bellissimi ricordi”.
L'amore per Cagliari: “Della Sardegna mi è mancato tutto, dall'affetto della gente al sole che illumina quasi tutti i giorni la città. Io vengo dalla Colombia e a Cagliari mi sono sempre sentito a casa. Simili le condizioni climatiche, simile il modo di comportarsi delle persone, il modo di ragionare. Sono arrivato qui quando avevo 19 anni, club e città mi hanno adottato e ho conosciuto tante persone che mi sono mancate, amici in squadra ma anche fuori dal campo. Per questo dico, senza ipocrisia, che adoro Cagliari e il Cagliari, che per me la città è bellissima e indossare nuovamente questa maglia è una grande gioia. Ed è un piacere ritrovare compagni e amici”.
Sul futuro: “La mia speranza è restare a Cagliari: “Ho un contratto fino al 2018, la scelta spetta al presidente Giulini. Io posso solo sperare di essere confermato e ringraziare a prescindere per tutto quello che ha fatto per me questo club. Qui sono sempre stato coccolato e trattato benissimo, se la decisione fosse quella di confermarmi sarei felice e onorato. Adesso tocca a me, mi metto a completa disposizione per contribuire a portare in alto il Cagliari, per dare una mano ai miei compagni e all'alleanatore Rastelli. Proveremo insieme a rendere felici i nostri sostenitori”.


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