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Calcio estero

Viktor Chanov, tragica fine per la saracinesca dell'URSS

La Cortina di Ferro. Anni dove l'Europa (e non solo) è divisa in due da un confine che separa ideologie e modi di vivere. Le ripercussioni si percepiscono anche nello sport, con le selezioni nazionali che diventano un ulteriore banco di prova e di confronto per decretare chi sia più preparato.

 

 

L'Unione Sovietica eccelle in molte discipline, mentre nel calcio attraversa alti e bassi. Negli anni '80 la Dinamo Kiev è una delle squadre più importanti, allenata dal colonnello Valeriy Lobanovskiy, il quale guida anche la Nazionale sovietica. Nel 1982 arriva un nuovo portiere, sempre dalla regione ucraina: è Viktor Chanov, classe '59, cresciuto nello Shaktar Donetsk, la squadra della sua città. Il ragazzo si è già fatto un nome per aver conquistato l'argento ai Mondiali di Calcio Under-20 di Giappone '79, dove l'URSS si arrende al talento di un certo Maradona. Giunto alla Dinamo, Chanov diventa subito titolare. Davanti a lui c'è la difesa dell'Unione Sovietica: i centrali Baltacha e Lozinskiy più i terzini Bessonov e Demyanenko.

 

 

Grazie alla propria abilità tra i pali, conquista anche lui la convocazione in Nazionale. Ma deve cedere il passo al kazaco Rinat Dasaev, considerato uno dei portieri più forti del pianeta. Ha modo di esordire nella Coppa del Mondo del 1982, nella terza (e inutile) gara del girone contro il Canada. Poco male: se deve assistere a Mondiali ed Europei prevalentemente dalla panchina, ha modo di riscattarsi conquistando tre titoli sovietici e numerosi altri trofei locali. Tra gli highlight della carriera si segnala la vittoria della Coppa delle Coppe del 1984-85. La Dinamo arriva in finale e travolge 3-0 l'Atletico Madrid, mandando in rete anche il futuro juventino Zavarov. Si tratta dell'apoteosi del club, che guidato dal rapidissimo Oleg Blokhin conquista un trofeo continentale. Per Chanov arriva anche l'esordioagli Europei, quando sostituisce Dasaev negli ultimi minuti della sfida contro l'Irlanda. Da notare che, pur giocando poco, Chanov rimane imbattuto in maglia sovietica dal 1982 al 1988.

 

 

A Italia '90 Dasaev cade in disgrazia a causa dei suoi errori. Chanov è tra i convocati, ma Lobanovskiy gli preferisce Uvarov, che scende in campo contro Argentina e Camerun. A fine torneo molti giocatori sovietici rinunciano alla Nazionale ed espatriano. Chanov se ne va in Israele per giocare con il Maccabi Haifa e il Bnei Yehuda, capitalizzando un po'. L'URSS è oramai solo un ricordo ma lui, ormai anziano, non ha modo di esordire con l'Ucraina. Si ritira nel 1995 dopo una stagione nel CSKA Borysfen, attualmente Arsenal Kiev. Del club diviene anche allenatore nel 1996, prima di tornare in panchina nel 2006-07 come assistente tecnico della sua Dinamo Kiev.

Il 20 gennaio di quest'anno Chanov viene ricoverato in ospedale con un trauma encefalico craneano, che lo costringe al coma a seguito di un'operazione. Per i media ucraini si tratta di un'aggressione, purtroppo fatale: l'ex portiere si spegne l'8 febbraio, a 57 anni.


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