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Delio Rossi: "Belotti lo volevo all'Atalanta. Ljajic? Storia chiusa da anni"

Delio Rossi, allenatore di molti club di Serie A, ha rilasciato un'intervista a Tuttosport in vista della gara di Lunedì sera tra FIorentina e Torino. Rossi ha parlato del suo futuro, della famosa lite con Ljajic ai tempi della Fiorentina e dei talenti di Fiorentina e Torino.
Sulla lite con Ljajic: “Quella è una storia chiusa da tanti anni e non influenza in nessun modo il mio giudizio sul giocatore. Precisato questo, dico che mi pare molto maturato. Ai miei tempi era molto giovane. Era arrivato a Firenze a 19 anni con l’etichetta del fenomeno, e questo non lo ha aiutato, visto il carattere. Ma lo trovo ancora incostante: fa vedere solo a sprazzi la sua grande qualità. E’ l’ulteriore step che deve salire. Irritante? Fa parte del suo carattere. Non lo fa apposta. Ma lo conosco, è il primo che ci sta male. Giocatori con il loro talento e il loro carattere, se sono in giornata ti fanno vincere, se no diventano irritanti, è vero.”
Sui talenti viola e granata, in vista di Fiorentina-Torino di Lunedì sera: “Bernardeschi è cresciuto in maniera esponenziale. E’ diventato un giocatore importante. Ora deve salire un altro gradino e divenire anche un trascinatore che guida gli altri e si assume le responsabilità nei momenti decisivi. Chiesa e Barreca hanno meno esperienza e sono più in basso, in questa scala ideale. Barreca è uno dei migliori terzini sinistri d’Italia. Belotti? Lo volevo all’Atalanta, lui era nell’Albino in C: ma la società mi disse che la richiesta di 1,5 milioni era troppo alta. Quindi figuratevi quanto lo stimo, e da quanti anni. Adesso Belotti deve ascoltare solo il cuore: lo stipendio viene dopo. Se si sente gratificato e realizzato nel Toro, non vada via: avrebbe solo da perderci.”
Sul suo futuro: “Nazionali africane? Qualcosa in ballo c’è. Vedremo. Dopo la fine del rapporto con il Bologna, ho ricevuto varie proposte in Italia e all’estero. Ho avuto anche dei contatti per una Nazionale asiatica. Non ho problemi a spostarmi, nel caso. L’importante è poter credere in un progetto. Mi laureai con 110 e lode in educazione fisica, avrei potuto insegnare, ma allenare è sempre stata e sarà sempre la mia vita. Allenare il Torino? Sì, ma non vorrei che sorgessero equivoci. Il Toro ha Mihajlovic che è un bravo allenatore, cui auguro ogni bene e tanti anni in granata.”


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