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Calcio estero

Spirale dei ritiri, è il turno di Anatoliy Tymoshchuk

Si allunga la lista dei giocatori che a fine stagione lasceranno il calcio giocato. Dopo i celebri Ronaldinho, Lampard e Lahm, è il turno di una stella della Nazionale ucraina: Anatoliy Tymoshchuk. Recordman di presenze con la casacca gialloblu (144 tra il 2000 e il 2016), il centrocampista è rimasto svincolato dopo gli ultimi Europei ed ha annunciato di prospettare un futuro da allenatore. Per questo, concentrerà i suoi sforzi per ottenere il patentino. Secondo Goal.com, il suo primo incarico potrebbe essere quello di collaboratore di Mirceal Lucescu sulla panchina dello Shakthar Donetsk.

 

 

Tymoshchuk, nato il 30 marzo del 1979, esordisce nel professionismo nel lontano 1995, con la maglia del FK Volyn. Nel 1998 passa allo Shakthar, dove vive la sua fase di massimo splendore calcistico: un decennio dove la squadra arancionera si impone come tenace avversaria della sempiterna Dinamo Kiev. Il centrocampista vince tre campionati, tre coppe nazionali, una Supercoppa ucraina e per ben trevolte si fregia del titolo di giocatore ucraino dell'anno. Vive, da protagonista, la brillante cavalcata della Nazionale ucraina ai Mondiali del 2006. Tymoshchuk e compagni si arrendono solo all'Italia nei quarti di finale.

 

 

Nel 2007 il giocatore si trasferisce allo Zenit San Pietroburgo, dove diventa capitano e colleziona i primi titoli continentali: Coppa UEFA e Supercoppa Europea. Le sue qualità non sfuggono ai top club europei e nel 2009 porta la sua esperienza al Bayern Monaco. Pagato 13 milioni, viene schierato prevalentemente in Champions League, in alcune occasioni come difensore centrale. I bavaresi con Tymoshchuk raggiungono tre finali, perdendo contro Inter e Chelsea ma centrando il successo contro il Borussia Dortmund. In quattro stagioni gioca ben 29 gare di Champions, confermandosi come pedina preziosissima del Bayern. Poca gloria con la Nazionale ucraina, che ospita gli Europei del 2012 ma è inserita in un girone difficile dal quale viene eliminata. 

Nel 2013 il giocatore torna allo Zenit, vincendo di nuovo il titolo russo. Rimane nel giro dell'Ucraina anche quando si trasferisce nel modesto campionato kazaco, giocando con il Qayrat. L'esperienza di Euro 2016 vede una nazionale in fase di ricostruzione, che non riesce a brillare. Si tratta del suo canto del cigno, in attesa di intraprendere la carriera di mister.


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