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C'era una volta

C’era una volta…Edgar Davids, primo olandese della Juventus

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“Era l'avversario che mi piaceva di più. Lui mi dava una botta e io mi alzavo senza dire nulla. Io gli davo una botta e lui si alzava senza dire nulla. Lui a sinistra, io a destra: ci scontravamo sempre. Una guerra”, diceva Matias Almeyda nell’ormai lontano 2012 di uno dei più “cattivi” centrocampisti della storia…Edgar Davids. Il centrocampista olandese, meglio noto come “Pitbull”, compie oggi 44 anni, ripercorriamo insieme la sua carriera.

Edgar Steven Davids nasce a Paramaribo (Suriname) il 13 marzo 1973, da giovane si trasferisce insieme alla famiglia in Olanda, ed in particolare a Nieuwendam. La sua carriera comincia proprio in Olanda, ad Amsterdam con la maglia dell’Ajax, dove grazie a Van Gaal e alle sue prestazioni in campo riceve il soprannome di “Pitbull”, il debutto nel massimo campionato olandese arriva nel 1991 nella gara contro l’RKC Waalwijk.

Già da subito si vedono in lui delle qualità uniche, che lo portano a ritagliarsi in poco tempo un ruolo chiave nel centrocampo dell’Ajax. Al primo anno con la maglia degli Joden conquista già la Coppa UEFA (l’attuale Europa League). Qualche anno dopo arriva anche un trofeo un po’ più importante, la Champions League, vinta sempre con l’Ajax nel 1994/95. L’anno successivo arriva di nuovo in finale ma perde ai rigori contro la Juventus, sbagliando anche il primo rigore.

Grazie alla Bosman (sentenza che permetteva il cambio di squadra a parametro zero al termine del contratto) appena approvata, approda alla corte del Milan di Tabarez. Ma la sua avventura rossonera non è molto fortunata, così dopo un anno e mezzo costellato di infortuni e comportamenti al limite, che portarono Costacurta a definirlo “Mela marcia” in pubblico, si trasferisce ai rivali della Juventus.

Il passaggio alla Juventus rappresenta una tappa molto importante della sua carriera, a Torino diventa infatti il primo olandese ad indossare la maglia della Juventus. Inoltre a Torino Davids si prende la sua rivincita sul Milan, conquistando in poco tempo una maglia da titolare e rivelandosi sempre più importante per il centrocampo bianconero.

Ma nel 2001, al termine della gara contro l’Udinese, viene trovato positivo al nandrolone (steroide anabolizzante) che gli costa una squalifica di cinque mesi, successivamente ridotti a quattro. La sua avventura in bianconero termina nel 2003/04, quando a causa di alcune incomprensioni con l’allenatore Marcello Lippi e dell’esplosione di Appiah, lascia Torino in prestito per il Barcellona.

Con la maglia della Juventus mette in bacheca tre scudetti e due Supercoppe, ma anche due finali di Champions League perse (1998 e 2003). La Juventus è anche la squadra in cui milita per più tempo nell’arco della sua carriera, ben sette anni, rimanendo così nel cuore di molti tifosi e ottenendo, all’apertura dello Juventus Stadium, una delle 50 stelle che portano i nomi di leggende che hanno fatto la storia della società bianconera.

Passato al Barcellona, con la maglia dei blaugrana diventa subito protagonista, conquistando anche i tifosi, che al termine del prestito chiedono a gran voce l’acquisizione a titolo definitivo del Pitbull. Ma dopo la mezza stagione in Spagna viene acquistato dall’Inter, diventando così uno dei pochi calciatori ad aver militato nei tre principali club italiani (Juventus, Milan ed Inter).

Nonostante la conquista della Coppa Italia, la sua avventura con la maglia dell’Inter però non può definirsi positiva…anzi, al termine della prima stagione la società nerazzurra pensa addirittura alla rescissione. Altro anno, altro club. Nel 2005 viene ceduto al Tottenham, ma non è nemmeno conclusa la stagione che già si parla di un possibile ritorno alle origini per lui, dove tutto è iniziato, all’Ajax.

Nel 2007, dopo quasi due anni di Spurs, torna così a casa, all’Ajax. Con la maglia dei Joden disputa un ottima prima parte di stagione, ma poi un grave infortunio lo costringe a stare fermo sei mesi e gli olandesi decidono di non rinnovargli il contratto. Gioca quasi altri tre anni, ma con squadre minori, il Crystal Palace e il Barnet. Nel Barnet comincia anche la sua carriera di allenatore, nei due anni con gli inglesi occupa infatti il ruolo di giocatore-allenatore. Carriera di allenatore che si conclude appena iniziata insieme a quella di calciatore, con il ritiro nel 2014.

La sua avventura con la Nazionale olandese comincia nel 1994. Nel 1996, dopo una dura critica nei confronti del tecnico Hiddink, viene spedito a casa. Nonostante quanto accaduto due anni prima, Hiddink lo chiama per i Mondiali del 1998, dove Davids viene inserito tra i migliori calciatori della fase a gironi. Titolo riconquistato negli Europei del 2000. Nel 2004 Van Basten gli affida la fascia di capitano degli Orange. Dopo quell’anno viene chiamato solo per le qualificazioni ai Mondiali nel 2005. Ritiratosi ufficialmente dall’Olanda nel 2009, cambia Nazionale e decide di giocare alcune gare non ufficiali con il Suriname, suo paese di origine.

Nella sua carriera ha anche una breve parentesi di dirigente all’Ajax, nel 2011. Dal 2013 è un dirigente della Juventus, con la nomina di portabandiera della società bianconera nel mondo. Nel 2004 è stato inserito nella lista “FIFA 100”, stilata dalla FIFA insieme a Pelé e contenente i migliori 125 calciatori viventi. La sua carriera in giro per l’Europa si è chiusa con la bellezza di 579 presenze e 47 reti, di cui 74 presenze e sei gol in Nazionale. In carriera ha anche un record negativo, quello dei cartellini ricevuti: 144 gialli, 16 rossi per somma di ammonizioni e quattro rossi diretti, che rispecchiano alla perfezione il suo soprannome.

Buon compleanno Pitbull!


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