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Cagliari, Joao Pedro: “Neymar è il più forte. Diego Farias? Come un figlio”

Joao Pedro, centrocampista del Cagliari, ha parlato in vista della gara contro il Palermo. Il brasiliano ha parlato del suo passato, ma anche della sua avventura al Cagliari

Joao Pedro, centrocampista del Cagliari, ha rilasciato un'intervista alla Gazzetta dello Sport. Il brasiliano ha presentato il match contro il suo ex Palermo: “Mi videro all'Atletico Mineiro. Esordii con Delio Rossi, proprio contro il Cagliari, e giocai in Europa League. Poi il Palermo cominciò a prestarmi. Vitoria Guimares, Penarol, prima di cedermi al Santos. E’ stata la mia fortuna, ho imparato tanto, col Penarol ho giocato la Libertadores, la manifestazione più bella, finora.”

Sull'esperienza al Santos al fianco di Neymar: “Al Santos e al Mondiale Under 17, dove c’era pure Coutinho, giocavo con Neymar: è il più forte con cui ho lavorato. Mi mandava in porta, ma non segnavo. La sua forza è l’umiltà, poi ha tecnica, velocita, è forte di testa, è completo. Sono stato due anni fa a vederlo con il Barcellona e mi ha dato i biglietti. Io al Barcellona? Ci abbiamo scherzato. Io lavoro e so che arriverò. Amo le sfide. Ci credo sempre, andare in un grande club vuole dire essere arrivato a un alto livello.”

Sul passaggio al Cagliari: “Mi vide l’allora ds Francesco Marroccu, che lavorava in Portogallo. Giocavo all’Estoril. Si fece lo scambio con Cabrera. Fa piacere l’affetto dei tifosi. Ho conquistato alcune cose, ma devo sempre dimostrare perché nel calcio tutto è troppo veloce, l’invidia c’è e le promesse nascono e muoiono. Il Cagliari mi fa trovare bene. Io do tutto e ho sempre dato tutto per questa maglia. Ho sofferto molto per la retrocessione.”

Sulla fiducia del tecnico Rastelli: “Rastelli? Posso solo ringraziarlo perché è sempre stato convinto che io sia un giocatore che può far la differenza. Era un attaccante, come ero io da piccolo, e mi ha insegnato trucchi e movimenti, mi fa muovere tra le linee e mi fa cercare spazi. Cerco di non dare punti di riferimento.”

Sui compagni al Cagliari: “Farias? E come un figlio. Lo abbiamo adottato in casa e mia moglie lo invita spesso a mangiare. In campo insieme possiamo fare grandi cose, l’intesa è perfetta e lui ha grandi numeri. Poi c’è Rafael, lui è il più bravo di tutti a cucinare la carne in padella. E con noi viene pure Bruno Alves, mezzo brasiliano. A basket, io Rafael e Diego, siamo imbattibili: nel tre contro tre è impossibile batterci. Siamo anche andati a giocare al campetto con i ragazzi cagliaritani. Divertente, Cagliari ti permette questo. Rafael gira in bici. E noi siamo l’allegria dello spogliatoio.”

Sulla sua passione, no non il calcio…il basket: “Questo ciondolino col pallone da basket me lo ha regalato mia moglie. Calcio ne guardo poco, Nba ed Eurolega tanta. Sono pazzo di LeBron, ma Golden State vincerà. Quando il bimbo crescerà andremo a vedere dal vivo l’Nba. Da piccolo guardavo molta Liga. Sono nato povero e ora ai miei cerco di restituire quel che loro mi hanno dato. Da bambino in Brasile se giochi a calcio sogni l’Europa. Perché ho chiesto la cittadinanza? Per gli stranieri è importante e liberi un posto da extracomunitario. Non giocherò comunque in Nazionale.”


La pillola di Fanta

Il brasiliano sta disputando una buona stagione con i sardi. Anche se non ha giocato molto, quando è stato chiamato in causa ha sempre fatto il suo dovere. Lo conferma la sua fantamedia, 6.46. Ottima alternativa ai top di ruolo per i fantallenatori, anche perchè ogni tanto si permette anche qualche gol. In stagione ha totalizzato 15 presenze, quattro gol e un assist. AFFIDABILE


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