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Inter, l’ex Chivu: “Scelte sbagliate dopo il triplete. Pioli? Non ripartirei da zero”

Ha rilasciato una lunga intervista l'ex difensore dell'Inter Cristian Chivu: “Serve tempo per tornare in alto. Le risorse sono importanti, ma i giocatori non bastano”

Cristian Chivu ha raccontato il difficile momento che sta attraversando l'Inter e gli errori fatti dopo il 2010, attraverso un'intervista al Corriere della Sera: “Noi avevamo la fortuna di avere una squadra unita tecnicamente, caratterialmente, mentalmente: insomma in sintonia. Poi il dopo-trionfo andava gestito meglio: troppi cambi e troppo in fretta non fanno mai bene. L’Inter non riesce a dare continuità a quel che fa. Arriva un nuovo allenatore in estate, poi ne arriva un altro che fa bene e poi qualcosa si rompe. Così non si va avanti. Non è possibile. Quando parlo di continuità intendo proprio questo. Le colpe non sono mai di un singolo. Certo bravura e carisma variano, ma le componenti vanno insieme e le colpe sono di tutti: allenatore, giocatori, società”.

Sulla nuova proprietà e Pioli: “È una stagione di transizione. La nuova proprietà credo abbia capito quel che manca sia a livello tecnico che societario. Pioli? Non mi pare il caso di ripartire da zero. Come ho detto l’Inter ha bisogno di continuità. Poi però decide la società”.

Sull'addio di Moratti: “Moratti ha vinto il triplete, poi ha dovuto fare delle scelte. Con la crisi faticava a mettere ancora tanti soldi in società, c’erano anche le sue aziende, i posti di lavoro da difendere, capisco che per lui cedere sia stata una sofferenza ma è stato giusto, anzi inevitabile.

Sul miglior allenatore avuto: “Come faccio a scegliere tra Koeman, Capello, Spalletti, Mancini e Mourinho? Tutti mi hanno insegnato qualcosa. Capello quel che significava fare il difensore, anche dal punto di vista umano. Spalletti a essere un leader. Mancini mi ha dato la fiducia, mi ha convinto di essere il migliore. Mourinho a livello di mentalità ha trasmesso qualcosa in più, ci ha cambiato la testa e fatto capire che potevamo vincere contro chiunque”.

Sul miglior compagno ed avversario: “Di sicuro Zlatan Ibrahimovic. Lo conoscevo già quando giocavamo all’Ajax. Poi ho visto la sua crescita fisica, mentale: lui è il più forte. Dove è stato ha vinto. Da avversario Ronaldo, quello vero, quello brasiliano. Si parla tanto di Messi e Cristiano, ma non c’è paragone: Ronaldo è stato il migliore di tutti“.

Infine, sul possibile inizio di una carriera da allenatore: “Mi manca il campo, lo spogliatoio. Ho riposato abbastanza, mi piacerebbe sì“.


La pillola di Fanta

Cristian Chivu, ritiratosi il 31 marzo 2014 all'età di 34 anni, ha vinto ben 9 trofei nelle sei stagioni e mezzo in cui ha indossato la maglia dell'Inter. BANDIERA


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