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Serie A

Crotone, la favola rossoblù condanna l'Empoli alla B. Calabresi salvi

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Novanta minuti per fare la storia. Si è deciso tutto all’ultima giornata: l’Empoli sprofonda nel peggiore degli incubi. Il Crotone sfiora il cielo con un dito

Era il 29 aprile 2016 quando al Braglia di Modena quasi 1500 tifosi impazzivano di gioia. Dagli spalti un’unica voce, fortissima, sollevava un grido: “Crotone“. Sì, perché il loro Crotone stava già scrivendo le pagine di storia, una storia spesso troppo amara da mandare giù perché confinata in un campo di mediocrità sempre un pizzico troppo grande per essere superato. Ma il 2016 non era un anno come gli altri. Non c’erano soldi ma tanta speranza. Lo Scida era diventato un fortino, gli uomini di Juric iniziano una cavalcata verso la vetta, che ottengono già all’ottava giornata di quel campionato di Serie B. Piccoli incidenti minano il percorso, ma il gruppo è compatto e il sogno è vicino come mai prima: Serie A. Quel pareggio a Modena valse l’inizio del sogno dei rossoblù.
Il Crotone è pronto, lo Scida no. Quello stadio che aveva tanto caricato i suoi giocatori non è stato giudicato conforme ai parametri richiesti per giocare nella massima serie. E così la Serie A inizia a rivelarsi ben lontana dall’essere un sogno per i crotonesi. Solo due punti arrivano in Calabria dopo le prime dieci giornate di campionato. E gli scettici già prendono voce, scrivono sentenze e infliggono condanne.
Lo Scida torna agibile ma la musica non cambia. A mano a mano si scioglie nel pianto, quel dolce ricordo. Il Crotone arriva a giocare la trentesima giornata di Serie A con 14 punti in classifica. Peggio di lui solo il Pescara. E gli scettici di inizio campionato gongolano soddisfatti: “tutto come previsto“. Ma Falcinelli e i suoi non ci stanno. Raccolgono le forze e sfoderano l’orgoglio. Proprio in quella trentesima giornata in cui al Bentegodi di Verona, il Crotone rinasce. Ironia della sorte, sono di nuovo quei colori, il giallo e il blu, che accendono una speranza, che fanno impazzire i tifosi, che fanno tornare la voglia di crederci. Dammi la mano e torna vicino, cantano i tifosi rossoblu.
Dopo la partita di Verona, una storica vittoria contro l’Inter conferma che il sogno Serie A può e deve continuare ad essere il prato verde su cui i crotonesi meritano di correre. Un pareggio in casa di un Toro in buono stato di forma, un’altra vittoria in trasferta contro i blucerchiati, un ottimo punto strappato al Milan. E ancora due vittime: Pescara e Udinese. Diciassette punti in 7 partite. Record. E gli scettici iniziano a tentennare.
Mancano tre giornate alla fine del campionato e le certezze sono poche. La classifica dice che non vedremo Pescara e Palermo in A il prossimo anno. Posto vacante sul terzo vagone del treno che porta in B. Genoa, Empoli e Crotone preparano preventivamente le valige: 33 punti per i liguri, 32 per i toscani, 31 per i calabresi.
Il trentasettesimo turno regala la prima sentenza: il Genoa vince ed è salvo. Il Crotone ha incontrato la Juve, che doveva chiudere il discorso scudetto e alzare quella coppa in casa propria. Doveva, altrimenti il Crotone avrebbe raggiunto la salvezza già a Torino, visto che l’Empoli continua a scavarsi la fossa, soccombendo ad un gol del Papu Gomez.
Si gioca tutto all’ultima giornata, all’ultimo respiro: Crotone-Lazio, Palermo-Empoli. Tornano gli scettici, con tutti i “l’avevamo detto” del caso. Partita difficilissima quella di Crotone, perché la Lazio ha ancora un quarto posto da conquistare, mentre i siciliani, già retrocessi, sono costantemente minacciati dalle voci che chiedono una sconfitta in nome di un qualche privilegio finanziario. La storia però stavolta cambia. Ferma il nastro che quei veggenti cinici già vedevano scorrere sotto i loro occhi. Il Crotone travolge la Lazio per 3 a 1, il Palermo zittisce ogni voce insolente e vince 2 a 1, condannando i toscani a sprofondare in un incubo, e regalando ai calabresi un viaggio sulle nuvole.
Una nuova pellicola, un nuovo film di cui i calabresi hanno scritto la sceneggiatura e poi ne sono stati attori e registi. Un’opera incredibile, mai vista prima, messa in scena su un palco grande, mai solcato prima, con l’umiltà di chi ha saputo perdere battaglie peggiori, di chi ha avuto a che far con incubi più grandi, ma che ora ha trovato la forza per sognare e le ali per volare e mantenere alta la rotta.
E allora lì, sopra il volto di quel popolo, anche su quello degli scettici, torna il sorriso che il vento crudele aveva rubato, torna fedele, l’amore è tornato.


Fonte foto: fccrotone.it

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