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Inter, senti Ausilio: "Suning? Può permettersi Cristiano Ronaldo, ma non possiamo per il Financial Fair Play"

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Il direttore sportivo dell'Inter Piero Ausilio ha parlato oggi all'Universtià degli studi di Milano, le sue parole sono state raccolte da Calciomercato.com

L'Inter sta vivendo un momento di crisi anche per via del progetto che non trova continuità, a causa dei cambi di proprietà: “Non può esserci un progetto se non c’è una continuità di dirigenza e di proprietà. Siamo al terzo anno e stiamo ripartendo con un nuovo progetto. Abbiamo abbandonato il concetto di una proprietà stupenda, come è stata quella di Moratti, che però era prettamente a gestione familiare, con una logica ben precisa. Prima di arrivare alla proprietà attuale, c’è stato un signore in Indonesia che ha comprato l’Inter, ha fatto un bel business e ha sicuramente favorito l’Inter in un percorso che oggi è quello rinforzarsi nelle logiche del nuovo mercato, dove bisogna considerare i ricavi, dato che l’Uefa non consente più di immettere troppi soldi e fare calcio in questi modi. Oggi tutto deve essere proporzionato ai ricavi.”
La potenza di Suning è tale da poter comprare anche i migliori calciatori in circolazione, ma per via del Financial Fair Play i nerazzurri sono costretti a fare un mercato limitato: “Oggi non è possibile pensare che nel calciomercato si possano spendere 200 o 300 milioni di euro. E non perché non lo si voglia, ma perché è impossibile. Noi oggi abbiamo una proprietà forte, solida. La nuova proprietà cinese potrebbe tranquillamente comprare i giocatori più famosi tipo Cristiano Ronaldo, ma la verità è che non possiamo farlo perché c’è quel famoso Financial Fair Play, che tiene conto dello sviluppo del club, che a sua volta deve avere una struttura che gli permette di arrivare a giocatori di una certa importanza. È un percorso che richiede tempo, idee, management. L'Inter ha provato a prendere Dybala, ma con la Juve c'erano 20 milioni di differenza e alla fine è andato lì.”
La differenza sostanziale con le squadre che partecipano alla Champions League sta nel fatturato: “Il nostro fatturato è tra i 200 e i 230 milioni di euro, mentre quello della Juve, che partecipa regolarmente alla Champions League, è di 400 milioni. Ci sono quasi 200 milioni di differenza tra l’Inter e la Juve. Dopo la retrocessione hanno lavorato seguendo un idea di business, hanno investito nel settore giovanile, hanno avuto una grande visione dal punto di vista manageriale. Hanno costruito il proprio stadio e gradualmente alzato gli stipendi, hanno lavorato sullo sviluppo commerciale e poi, dal momento in cui vinci e partecipi alla Champions, puoi partire da +50 milioni di euro. Non si recupera prendendo i migliori calciatori, perché poi i migliori calciatori vanno dove ci sono più soldi, dove possono giocare la Champions. Bisogna rischiare anche prendendo calciatori giovani. Gabigol? No quello è qualcosa di diverso, ma non posso spiegarlo.”

La pillola di Fanta

Come dichiarato da Ausilio, bisogna rischiare prendendo calciatori giovani. Ottima notizia per tutti i fantallenatori a caccia dei giovani talenti a basso prezzo, che però nel corso del campionato possono ritagliarsi un ruolo da protagonisti. INVESTIMENTI

Fonte foto:www.imagephotoagency.it


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