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Juventus, Dybala: "Totti? A Roma come un re prigioniero. Dybala Mask? Nata per sbaglio"

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Paulo Dybala, attaccante della Juventus, si è raccontato in un'intervista concessa alla Repubblica

Si parte dall'inizio, i primi palloni toccati: “Il pallone per me era tutto, con i miei fratelli ho disegnato la porta sul muro di casa e vai col batti e ribatti. Mia madre non l'ha presa bene. A scuola mi annoiavo, da piccolo per un attimo ho provato anche il Basket, ma stoppavo sempre la palla con i piedi.”
Il piede “buono” è il mancino, ma ogni giorno prova a migliorare anche il destro: “Sono Mancino, mi lavo anche i denti con la sinistra. Allora prendo una penna e ogni giorno provo a scrivere, ma con il piede destro. Me la metto tra l'alluce e il dito. Mi esercito come un matto per avere più sensibilità e capacità. Non solo: alleno anche gli occhi, con degli esercizi per vedere più in là, in diverse direzione, ad anticipare gli avversari. Però se Cristiano Ronaldo ha superato quota 360 gol è perchè calcia forte con entrambi i piedi. Con un piede solo sono più marcabile.”
Chi è Dybala? Un mix di molti campioni: “A me piace tutto quello che è il mio opposto, forse mi piace la mia parte mancante. Faccio convivere in me un po' di Pirlo, Del Piero, Aguero e la freddezza di Benzema.”
Totti? A Roma come un re prigioniero: “Fare autografi o foto non mi dispiace. La mia ragazza Antonella è un po' preoccupata perchè li chiedono anche a lei quando va al bar. Certo, se penso a Totti a Roma, penso a un re prigioniero, che non si può muovere nella sua città.”
L'esperienza a Palermo con Gattuso molto utile: “Al Palermo ho iniziato a fare molta palestra. In Italia ho imparato a difendere la palla e Gattuso, allora allenatore del Palermo, mi ha consigliato di non esagerare con i pesi. Non serve che diventi Big Jim, basta che curi l'esplosività delle gambe.”
Al cambio di città però sono cambiate molte cose: “Mi sono accorto che ci sono Italie diverse appena arrivato al Nord, alla Juve. A Palermo vivevo a Mondello, giravo in bici, andavo al mare. I vicini si prendevano cura di me. Qualsiasi cosa mancasse, nonostante ci fosse anche mia madre, loro c'erano. Torino è elegante, discreta, ma se ti serve lo zucchero inutile suonare ai vicini, meglio andare dritti al supermercato. La riservatezza di questa città mi pesa.”
Il benvenuto alla Juventus? Ci ha pensato direttamente capitan Buffon: “Il benvenuto alla Juve me l'ha dato Buffon. Eravamo in difficoltà, quattro punti in 10 partite e ko col Sassuolo. Gigi parla di umiltà, di responsabilità, di vergogna per le brutte figure. Lì ho capito che alla Juve non si cerca scuse e che il codice per la vittoria non cambia mai.”
La Dybala Mask? Nata per caso, tutta “colpa” del Milan: “L'esultanza è nata da un mio sbaglio, dal rigore fallito contro il Milan in Supercoppa. Ero deluso da me e faticavo a riprendermi, a guardare gli altri. Mi sentivo colpevole. La maschera è quella del Gladiatore, film che ho visto ormai trenta volte. Nella vita bisogna rialzarsi e combattere.”

La pillola di Fanta

Grande stagione quella disputata finora da Paulo Dybala, anche dal punto di vista dei trofei conquistati, anche se ancora manca la ciliegina sulla torta. La Joya ha fatto la fortuna di molte fantasquadre, grazie alla fantamedia di 7.88. TALENTO


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