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Gattuso: "Europa? Il Milan torna a casa. Juventus? Spero che vinca a Cardiff"

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Gennaro Gattuso, prossimo allenatore della Primavera del Milan, ha rilasciato un’intervista al Corriere della Sera

Si parte dalla stagione appena chiusa alla guida del Pisa: “Sono stati due anni di lavoro intenso: nel campionato scorso è stato compiuto un piccolo miracolo sportivo. In questa stagione ho lavorato in condizioni assurde ma devo ringraziare la città e i tifosi che ci sono stati vicini. I risultati vanno di pari passo con la presenza di una società forte alle spalle.”
Adesso però Gattuso torna a casa, al Milan, dove allenerà la Primavera…mentre la prima squadra festeggia il ritorno in Europa: “Festeggiamenti per il sesto posto? Be’ dopo tre anni l’Europa è un risultato importante: il Milan torna a casa. Non era scontato che avvenisse. È stato compiuto un buon lavoro, ha vinto anche la Supercoppa Italiana. Berlusconi? Ha dimostrato che oltre ai soldi contano la storia, il senso di appartenenza, i valori da tramandare. Maldini? Mi dispiace che non ci sia per il rispetto che ho per lui. Paolo è il Milan, ma non conoscendo le dinamiche non giudico.”
I cugini dell’Inter, invece, stanno attraversando un momento di crisi: “I nerazzurri stanno vivendo quella fase di transizione che è già capitata allo United, al Chelsea o al Liverpool. La verità è che rinnovare si paga. I successi, come è stato per il nostro Milan o per la Juve attuale, si costruiscono con lo stesso blocco di 8-9 giocatori che stanno tanto tempo insieme. Cambiare ogni anno 10-12 giocatori rende arduo il compito del tecnico: fa bene la Juve che inserisce solo 2-3 campionissimi in un tessuto collaudato. Poi che i presidenti siano in un altro continente conta fino a un certo punto perché certi valori li trasmettono i dirigenti che vivono la sede o il centro sportivo.”
La Juventus, però, resta ancora lontana: “Il gap dalla Juventus rimane ampio. È l’esempio da seguire, non sembra nemmeno una squadra italiana, ora ha un respiro internazionale. Fa un mercato intelligente e ha lo stadio di proprietà: spero che vinca a Cardiff perché sarebbe fondamentale per il nostro sistema calcio. Allegri? Max era già bravo a gestire lo spogliatoio ai tempi del Milan. Non si piange addosso, finge di non vedere e vede tutto e poi ha avuto la grande intuizione tattica del 4-2-3-1. Pallone d’Oro a Buffon? È un premio che lascia il tempo che trova visto che fuoriclasse come Baresi o Maldini non lo hanno mai vinto. Mi auguro che Gigi lo conquisti, ma non come conseguenza di un successo in Champions ma perché in 20 anni ha vinto tanto e di cappellate ne ha fatte poche.”
In chiusura, i modelli di allenatore da seguire: “Ancelotti, Lippi e Conte sono i miei punti di riferimento ma in questo lavoro non si può scopiazzare. Non c’è un modello vincente. Con il tempo sono diventato più riflessivo, dopo tre anni tra Creta e Pisa vissuti borderline: volevo fare un mio percorso senza che nessuno mi regalasse niente. A casa sui libri si impara poco, si cresce prendendo legnate in panchina.”

La pillola di Fanta

In caso di Triplete, secondo Gattuso (e secondo molti altri) sarebbe giusto far vincere il Pallone d’Oro a Gigi Buffon. Non tanto per l’eventuale conquista del Triplete, ma più che altro per una carriera vissuta al top, sempre tra i portieri più forti al mondo. In stagione, ancora una volta, il numero uno della Juventus e della Nazionale ha guidato una delle migliori difese d’Europa…se non la migliore. FENOMENO

Fonte foto:twitter.com/ACPisa1909

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