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Serie A, è scomparso il segno X. Sempre meno i pareggi quest'anno

allegri juventus

Nella Serie A di quest'anno c'è un dato curioso: i pareggi sono stati soltanto 79, molti di meno rispetto agli anni passati

Quest'anno il campionato di Serie A ha mostrato sempre meno equilibrio. Infatti, andando a rileggere la classifica, si nota una discrepanza tra le prime della classe e tutte le altre. Qualcosa di simile era successo anche l'anno scorso, ma la stagione 2016/2017 ha segnato una vera e propria voragine.
Come la stagione precedente, anche quest'anno Juventus, Napoli e Roma concluderanno con 80 e più punti. Ma se l'anno scorso, i giallorossi chiusero al terzo posto con 80 punti, quest'anno i partenopei dovranno accontentarsi del gradino basso del podio con 86 punti (considerando i probabili 3 nell'ultima giornata). Una volta, con così tanti punti in un campionato a 20 squadre si vinceva il campionato ‘a mani basse'.
Dunque, se le seconde e le terze hanno iniziato a macinare così tanti punti, forse devono ringraziare (si fa per dire) la Juventus, che ha imposto un ritmo folle e ha ridotto quasi a zero il margine d'errore delle altre. Ma cos'è che veramente differenzia questo campionato dagli scorsi? Cosa ha fatto sì che la Serie A che sta per concludersi fosse così poco equilibrata? Abbiamo provato a rispondere prendendo in analisi il numero di pareggi in una stagione.
Ci siamo accorti che il numero di ‘X' è notevolmente diminuito rispetto agli anni passati. Infatti, considerando gli ultimi sei campionati (quelli vinti dalla Juventus), questo è il dato relativo ai pareggi:

  • SERIE A 2011/2012 N=111 (29,3% delle partite)
  • SERIE A 2012/2013 N=96(25,5%)
  • SERIE A 2013/2014 N=90(23,6%, la stagione dei 102 punti della Juve)
  • SERIE A 2014/2015 N=120(31,5%, il picco massimo)
  • SERIE A 2015/2016 N=95(25%)
  • SERIE A 2016/2017 N=79(21%)

Il dato si discosta sensibilmente dalle altre 5 stagioni, ma il rischio concreto è che negli anni a venire i pareggi continueranno a diminuire. Questo, infatti, è il sintomo che le grandi vincono e devono continuare a farlo, e le piccole perdono. E non c'è quasi mai una via di mezzo. Lo 0-0, il risultato ‘ad occhiali', per eccellenza marchio del calcio Made in Italy, si è verificato solamente 19 volte (e 6 volte in campo c'era l'Empoli), tante quante il 3-0 e l'1-3.
Considerando poi le prime tre della classe nel periodo in analisi:

  • SERIE A 11/12: JUVE 15 X, MILAN 8, UDINESE 10
  • SERIE A 12/13: JUVE 6, NAPOLI 8, MILAN 8
  • SERIE A 13/14: JUVE 3, ROMA 7, NAPOLI 9
  • SERIE A 14/15: JUVE 9, ROMA 13, LAZIO 6
  • SERIE A 15/16: JUVE 4, NAPOLI 7, ROMA 11
  • SERIE A 16/17: JUVE 4, ROMA 3, NAPOLI 8

Si può notare come le inseguitrici abbiano cercato di ridurre al minimo ogni errore, per tenersi sempre al passo della capolista che non sbagliava quasi mai. La Juventus infatti, quest'anno, ha ottenuto il primo pareggio alla 27esima giornata di campionato (Udinese 1-1 Juve, 5 marzo 2017) dopo una serie di 37 partite senza ‘X'.
Meno pareggi, quindi più spettacolo? Se siete amanti dei gol sì, ma in termini di risultati e punti mica tanto. Infatti a vincere sono sempre le stesse e di conseguenza la quota salvezza si è drasticamente abbassata. Inoltre, a differenza degli altri anni dove una sola squadra retrocedeva senza mai dare segni di vita, quest'anno sia Pescara che Palermo si sono ritrovate in Serie B già a febbraio. E se non fosse stato per il risveglio del Crotone, per la permanenza in Serie A sarebbero bastati anche 25/26 punti. 
Un campionato, dunque, che mostra sempre più ‘spread' tra le big e le piccole, e che continuerà ad aumentare con il passare degli anni. C'è inoltre da notare che almeno sette squadre (dal Torino nono al Bologna quindicesimo) quest'anno non hanno lottato per nulla e quindi hanno staccato la spina prima dell'inizio della primavera. Siamo sicuri che una riduzione a 18 squadre non sarebbe salutare per le ambizioni di tutte?


Pillola di Fanta

La squadra che ha pareggiato più partite in questa stagione è stata il Torino. I granata, infatti, non sono mai stati in grado di fare il salto di qualità che li avrebbe portati a ridosso dell'Europa. Simbolo della stagione agrodolce del Toro è sicuramente Adem Ljajic: il talento serbo ha incantato il pubblico con ben 9 gol, ma anche quest'anno si è mostrato troppo discontinuo e ha alternato giocate da campione ad altre discutibili, anche all'interno della stessa partita. ETERNO INCOMPIUTO


(Fonte foto: twitter.com/juventusfc)


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