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Torino, Petrachi: "L'obiettivo è portare il Toro in Europa. Belotti al Milan? Difficile"

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Il direttore sportivo del Torino Gianluca Petrachi, premiato negli studi di Sportitalia come miglior direttore sportivo del 2016, ha parlato di molti argomenti: da Belotti al mercato, passando per presidente e obiettivi

Nella giornata di ieri i tifosi del Milan hanno lanciato un hashtag per convincere la dirigenza a prendere Belotti: “Va chiesto al giocatore e al suo agente chi l’ha portato al Torino. Belotti piace a tante squadre. E’ giovane, ha forza, dinamismo e soprattutto umiltà. Belotti è il prototipo di giocatore che ogni allenatore o ds vorrebbe avere nella propria squadra. Personalmente, vorrei godermelo ancora dopo averlo preso. Belotti vuole restare da noi e se bene che la sua posizione potrebbe cambiare solamente se dovesse arrivare un top club che punti allo Scudetto o alla Champions. Belotti al Milan? Non conoscevo Mirabelli personalmente. Mi ha chiamato e mi ha invitato a Milano. Belotti gli è sempre piaciuto, ma non siamo entrati nello specifico. Mirabelli non mi ha detto che avrebbe certi soldi per Belotti. E’ difficile, ribadisco, che un club italiano possa prendere Belotti. Andrea parte solo per un top club. Mi piacerebbe se restasse un altro anno con noi. Costa almeno 80 milioni di euro. Se lo venderemo, andrà all’estero.”
Sul presidente Cairo, che si trova a Madrid per lavoro: “E’ un grande aziendalista, non è facile lavorare con lui. Mi ha fatto sopravvivere il fatto di non essere uno ‘yes man’. Cairo mi ha lasciato sempre grande spazio e, quando non ero d’accordo, mi sono esposto. Il presidente però è una persona colta e intelligente, ci siamo sempre confrontati e capiti. Io non ho niente da nascondere e vengo da una lunga gavetta, ho vinto campionati con Pisa e Torino, conquistando sul campo anche l’Europa. Mi auguro di centrare di nuovo una qualificazione in Europa il prossimo anno.”
Su Ventura: “Lo portai io al Torino, dopo averlo avuto al Pisa e averlo raccomandato a Cairo. So bene quali giocatori voleva e ci sono state delle sue scelte come Gillet o Barreto, ma anche tante mie operazioni di mercato.”
Su alcuni calciatori granata: “Un metodista come Valdifiori in un 4-2-3-1 viene penalizzato. Stiamo valutando se continuare così il prossimo anno, molto probabilmente lo faremo. E’ chiaro che se andremo avanti con questo modulo dovremo fare delle scelte di mercato e selezionare i giocatori più adatti della nostra rosa. Hart? L’ho richiesto ancora in prestito al Manchester City, perché 15 milioni per Hart non li spendo. Milinkovic-Savic? E’ un grande portiere, ma è un po’ pigro. Deve imparare a essere più umile e costante.”
Su Maksimovic, ceduto al Napoli: “Fino a fine agosto era d’accordo con Mihajlovic per restare. Per questo mi sono mosso su delle alternative e non su dei titolari in difesa. Adesso sono molto fiducioso riguardo a Lyanco, pagato sei milioni e con un potenziale importante.”
Sull’Inter: “Se fossi stato Ausilio, sarei andato via dall’Inter appena sentito il nome di Sabatini. Quando arrivai a Torino c’era Rino Foschi. A proposito, oggi mi ha chiamato e mi ha fatto i complimenti per il lavoro svolto e per il premio di stasera. Mi ha commosso e non me l’aspettavo. Lui, d’altronde, andò via da Torino perché non eravamo compatibili.”
Su Conte: “Se davvero gli hanno dato carta bianca a livello di gestione del club, credo che rimarrà al Chelsea. Dopo aver vinto il campionato quest’anno, cosa che spero accada molto presto, tenterà di raggiungere il suo grande obiettivo: la Champions. E’ vero che Conte non è felicissimo di come si vive in Inghilterra, io l’avevo avvisato, ma penso che resterebbe con le dovute garanzie e libertà di manovra. Conte è stato molto bravo nella gestione del Chelsea e delle sue bandiere, caso Terry in primis.”
Su Rolando Bianchi: “Non è facile gestire le bandiere. Io ho gestito Rolando Bianchi al Torino, lasciandolo in scadenza di contratto nonostante i suoi gol e il suo ruolo nella piazza. Non avevo nulla contro di lui, sono stato massacrato, ma alla fine ho vinto il campionato. Non l’ho confermato solamente perché non si incastrava affatto nel 4-2-4 di Ventura.”
Su Totti: “Gestire un personaggio così importante non è facile per nessun direttore sportivo. Totti rappresenta un’istituzione a Roma e nel calcio, ma bisogna capire quando arriva l’ora di appendere gli scarpini al chiodo.”
Su Glik: “E’ un giocatore attaccato al Torino e di grande livello, credo molto al senso di appartenenza. Nella mia top 11 preferisco lui a Maksimovic, che mi ha un po’ rammaricato col suo comportamento.”
Su Immobile: “Ci sono molto affezionato. Mi è dispiaciuto che mi abbia detto di no all’ultimo momento, quando l’avevo quasi riscattato dal Siviglia. Volevo farlo giocare con Belotti e Ljajic quest’anno.”

La pillola di Fanta

Grande stagione quella di Andrea Belotti. L’ex attaccante del Palermo è esploso a suon di gol. In stagione ha totalizzato finora 35 presenze, 27 gol e sei assist. Inoltre, è in piena lotta per la classifica cannonieri. RIVELAZIONE

Fonte foto:Torinofc.it


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