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Cina, stop alle spese milionarie: ecco la “luxury tax”

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La Federcalcio cinese, stanca delle spese folli per gli acquisti di giocatori esteri ha deciso di inserire una tassa molto onerosa sugli investimenti ingenti

È tempo di fare i conti con la Federcalcio per le società di calcio cinesi che negli ultimi anni stanno invadendo prepotentemente il mercato con offerte ultramilionarie per i calciatori stranieri. Non sono bastate le precedenti restrizioni – massimo 3 stranieri in campo e obbligo di investimento costante nei vivai – a fermare le spese folli dei club della Chinese Super League, la massima serie cinese.

Ecco dunque una nuova regola a cui tutte le società dovranno sottostare, la cosiddetta “luxury tax”, che consisterebbe nel far pagare ai club una tassa pari al prezzo del cartellino del giocatore acquistato se il trasferimento supera i 45 milioni di yuan, circa 6 milioni di euro se un giocatore costa 50 milioni, dovrà essere versata una tassa della stessa cifra – raddoppiando quindi la spesa totale. Per i trasferimenti nel mercato cinese la tassa viene applicata a partire da una soglia ancora più bassa: 20 milioni di yuan, circa 2,6 milioni di euro. Queste tasse costituiranno poi un fondo comune per investire nei vivai delle giovanili.

Non una buona notizia dunque per Fabio Cannavaro, allenatore del Tianjin, ma soprattutto per Capello che da poche ore ha firmato come supervisor dello Jiangsu. Magari Don Fabio sperava in un aiuto da parte di Suning per il completamento della squadra con qualche fuoriclasse straniero e invece dovrà affidarsi al suo carisma e alla sua esperienza lavorando con quello che ha.

 

Fonte foto: twitter.com/suningfc


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