Seguici su

La Liga

Dalla malattia alla vetta del mondo: 30 anni di Messi, la pulce che ha stregato il calcio

lionel messi barcellona

Leo Messi compie 30 anni. Tutti all'insegna di classe, talento, gol e record. Il tutto a tinte blaugrana

A volte essere bravi è un peso. Avere addosso il mantello del supereroe, dover risolvere i problemi, le partite, salvare la baracca, vincere titoli. Non è facile come può sembrare, non è scontato come spesso si sostiene.

Leo Messi ha vinto di tutto nella propria carriera. Ha sollevato trofei, abbattuto record, conquistato titoli di peso massimo del calcio mondiale, a dispetto dei suoi 169 centimenti. E a 30 anni, oggi, non sembra essere giunto alla conclusione della propria favola.

24 giugno 1987. A Rosario vede la luce Lionel Andrés Messi Cuccittini, figlio di Jorge Horacio, umile operaio, e Celia María, donna delle pulizie. Nel sangue del giovane rampollo di casa Messi scorre anche sangue italiano. Il nonno  Angelo è originario di Recanati, la città del poeta Leopardi. Ed è forse da lui che Lionel eredita l'estro creativo e il suo gusto estetico anche grazie ad un pallone. Perché l’arte è tutto ciò che noi reputiamo tale: sulle pagine di libro, in un museo, o perfino in uno stadio.

La parabola di Leo parte dal basso. L’umiltà forgia uno dei talenti più cristallini che il mondo del calcio si sia goduto. Papà Jorge è il primo a credere nelle qualità del figlio, e a vederlo giocare non si può dargli torto. Fin dall’età di 4 anni Messi dimostra un controllo di palla unico, di quelli che possono riscrivere gli annali. Arriva presto la chiamata del Newell’s Old Boys, primo club di rilievo che mette gli occhi su Lionel quando ha appena 7 anni. L’esordio è da sogno: 4 gol, tutti i ragazzi messi (con la m minuscola) in riga. Lo chiameranno la macchina dell'87, perché nei 4 anni al Newell’s perde una sola partita, realizzando 234 gol in 179 partite. Ma le favole, spesso, hanno un momento di buio.

All’età di 11 anni gli viene diagnosticata una forma di ipopituitarismo, problema ormonale. Lionel ha bisogno di cure costose. Troppo costose. Il Newell’s non può permettersi i 900$ mensili per aiutare il fenomeno di Rosario. Neanche il glorioso River Plate, dopo aver mostrato interesse per il figlio di Jorge, riesce a garantire un sostegno al piccolo Leo. La strada di Messi sembra essere arrivato ad un vicolo cieco. L’unica soluzione è trasferirsi in Catalogna, dove la famiglia Messi ha dei parenti. Ed è così che la storia della piccola famiglia di Rosario cambia totalmente, insieme a quella dello sport moderno.

A Barcellona Messi trova il suo habitat ideale. E in Messi il Barcellona trova il suo trascinatore ideale. Un connubio che è e rimarrà tra i più genuini ed invidiabili del calcio. Il talento primario di Leo è quello di fare della sua debolezza il proprio punto di forza. E il suo soprannome, la Pulce, diventa il migliore dei biglietti da visita per il numero 10 blaugrana. La maglia ereditata da Ronaldinho gli calza come la miglior seconda pelle possibile. E il Gaucho è solo uno dei tanti assi che incoronano Messi per la sua tecnica, per la sua classe e per la sua visione di gioco. Pelè e Maradona, due signori di questo sport, non hanno fatto mancare i propri elogi al nativo di Rosario. Anche il pibe de oro, a cui spesso Lionel è stato accostato, ha spesso usato parole al miele per Messi. “Il pallone gli resta incollato al piede; ho visto grandi giocatori nella mia vita, ma nessuno con un controllo di palla come quello di Messi”. E se lo dice Maradona, c’è da credergli.

Non è facile scrivere un articolo su Leo Messi. Ogni parola è superflua. O peggio: ridondante, ripetitiva. Sul fenomeno nativo di Rosario tutti hanno detto la propria, tutti hanno espresso un’opinione, tutti ne hanno osservato stupefatti le prodezze. E come non si potrebbe. Oggi, in occasione dei 30 anni della Pulce, vorremmo far parlare numeri, solo alcuni dei molti che è riuscito a scrivere e a riscrivere.

Numeri. Come le quattro Champions League. Competizione di cui è secondo miglior marcatore nella storia, con 94 reti, e di cui detiene anche il record di maggior numero di gol in una sola partita, 5, rifilati al Bayer Leverkusen. Nato come ala, Leo ha scoperto negli anni la sua vena realizzativa, con cui in 8 stagioni consecutive ha superato quota 40 gol. Per 21 partite consecutive di Liga, a cavallo tra il 2012 e il 2013, ha segnato almeno un gol. Numeri da record, numeri da Re.

Non si trovano mai le parole giuste per celebrare un talento di una tale grandezza. Non si può far altro che apprezzarlo per quanto di buono ha fatto e continua a fare. E noi, spettatori di questo spettacolo unico, non possiamo che compiacerci e stropicciarci gli occhi. Un giorno racconteremo ai nostri nipoti la favola del ragazzo di Rosario partito dal niente, ed arrivato in cima. E si dica, un giorno, che abbiamo vissuto ai tempi di Messi.


Commenta

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Probabili formazioni Serie A

Classifica Serie A

Rubriche

Di più in La Liga