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Inter, clamoroso: Joao Mario come Gabigol. Chi è mister Kia?

inter joao mario

Nell’acquisto di Joao Mario da parte dell’Inter, come per quello di Gabigol, sembra ci sia lo zampino della figura misteriosa di Kia Joorabchian. Scopriamo di chi si tratta

L’ultima estate per l’Inter è stata all’insegna di grandi acquisti, alla fine dei conti non influenti come si sperava. Due i colpi di mercato su tutti: Joao Mario e Gabigol. Come già fatto per il brasiliano, Calciomercato.com mostra come anche nel trasferimento a Milano del centrocampista portoghese ci siano dei frangenti poco chiari.

Il cartellino di Joao Mario, quando ancora militava nelle file dello Sporting Lisbona, era diviso tra due proprietari: il 75% apparteneva ai Leoes, l’altro 25% alla Quality Football Fund Ireland Limited, un fondo collegato alla catena dei Quality Sports Investments, una serie di società sparse fra Dublino e l'isola di Jersey, paradiso fiscale tra i più noti al mondo. Se i nomi degli investitori del fondo Quality sono sconosciuti, diversa è la storia per i consulenti, personaggi di un certo rilievo. Tra loro infatti ci sono Jorge Mendes, fondatore di Gestifute e figura di rilievo del calcio europeo e globale, e Peter Kenyon, amministratore delegato di Manchester United e Chelsea, creatore di Opto Advisers, accostato negli ultimi tempi all’Inter come futuro consulente di mercato. Jorge Mendes è stato anche procuratore di Joao Mario, prima che il centrocampista decidesse nel 2016 di affidarsi ad un nuovo agente, proprio Kia Joorabchian.

Quindi l’Inter nell’acquistare il cartellino di Joao Mario ha speso 45 milioni di euro, più 4 di commissione’ versati direttamente nelle casse del suo agente, il quale però non viene identificato con mister Kia, bensì con un’altra figura. Amir Ali Kohansal, persona a cui Kia affida il ruolo di agente di Joao Mario mentre lui ne gestisce i diritti economici. Rappresentante della  Sport Invest UK, Kohansal è anche group sales director presso le aziende Babbo Group Limited e Babbo Restaurant Limited, dipendenti dalla fondazione Babbo Group di Joorabchian è il fondatore. Kohansal è inoltre l’attuale direttore della Fornata Limited, compagnia che si occupa di ristorazione, in un ruolo prima appartenuto a Tatiana Alonso Joorabchian, moglie di Kia, e prima ancora a Barbara Kahan, terza protagonista della vicenda.

Classe ’31, la signora Kahan è la figura più misteriosa della vicenda. Nel caso della Fornata Limited, il giorno in cui fu nominata direttrice, rassegnò inspiegabilmente le dimissioni, in quella che sembra essere una prassi. Delle oltre 25000 ( si esatto, venticinquemila) aziende creata, il 90% delle volte si è ritrovata a ricoprirne la carica di direttrice, per poi puntualmente dimettersi in tempi brevi. È lei l’ultimo tassello di questa storia, già soprannominata ‘il gioco delle 3 k’.

Un ‘gioco’ da diversi milioni di euro. Si calcola che sugli 83 milioni versati dall’Inter per comprare Gabigol e Joao Mario, 35 milioni (il 42%) siano finiti fuori dal circuito di scambio. In particolare nel caso del portoghese, 9 milioni sono finiti alla Quality Football Fund Ireland per i diritti economici, e 4 milioni per la commissione direttamente nel portafoglio di Amir Ali Kohansal. Si parla così di una sorta di ‘economia parallela’ che non ha nulla a che vedere con il calcio, e che non fa altro che inquinare il mondo dello sport.


(Fonte foto: www.imagephotoagency.it)


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