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Inter, Spalletti si presenta: “Voglio riportare il club in alto”

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Giornata di presentazione del nuovo allenatore in casa Inter, Spalletti promette di riportare il club in alto. Idea di partenza sarà il 4-2-3-1

Dopo un lungo corteggiamento Luciano Spalletti è stato annunciato come nuovo tecnico dell'Inter. L'ex allenatore della Roma si presenta ai tifosi: “Vi ringrazio per essere qui. Innanzitutto vorrei fare i complimenti a mister Vecchi per la vittoria del campionato Primavera. Speriamo che questi piccoli campioni facciano ancora meglio, adesso siamo noi a dover prendere esempio da loro“.

Sulla scelta: “Voglio riportare l'Inter in alto. Considero questa società come una grande storia e voglio farne parte. Voglio vivere questa avventura al 100%, assaporando tutto quello che riguarda il club, dall'inizio alla fine”.

Sul suo progetto tattico: “Dobbiamo essere una squadra unita. Ho pensato di iniziare con il 4-2-3-1 ma dobbiamo essere pronti a giocare in altri modi. Dobbiamo essere forti sia dal punto di vista della mentalità che dal gioco espresso, altrimenti dovremmo farci da parte davanti alle avversarie”.

Su Perisic: “L'Inter non vince da tanto, quindi bisogna cambiare qualcosa. Un singolo calciatore non può determinare la vittoria di un titolo, è la squadra che deve funzionare. Il singolo deve mettersi al servizio del gruppo, conta questo”.

Sui numerosi cambi di allenatore: “Da fuori ho pensato come sia possibile che una squadra del genere non giochi in Europa da tanto tempo. Io non sono più bravo degli altri, ma differente. I giocatori devono fidarsi di me, mi conosco”.

Sulla sua prima partita contro la Roma: “Voglio ringraziare il mio ex club e il presidente per i messaggi che mi hanno mandato e tutti gli sportivi per l'affetto. La Roma è forte. Conosco i miei ex giocatori, hanno tanta qualità. Ci faranno sudare. Manolas, Rudiger, Strootman, Nainggolan e anche altri, parliamo di giocatori che conoscono il loro obiettivo. Vorrei citare Dzeko che in una stagione ha capovolto con i gol il pensiero della prima stagione in Italia”.

Sul gap dalla Juventus: “Lo scorso anno non ho visto molta differenza negli scontri diretti. Faccio i complimenti ad Allegri per quello che ha fatto, compresa la finale di Champions. Il rispetto non deve però confondersi con la paura, non dobbiamo avere timore per loro“.

Sull'addio alla Roma: “Pallotta sapeva del mio addio, l'Inter mi ha contattato sul finire del campionato. Una bella opportunità per me, tra le migliori. A Roma ero colui che divideva, mi riferisco al caso Totti. Mi sono trovato in difficoltà. I fischi della gente durante la partita li ho sentiti, a Roma si sente tutto in qualsiasi posto. Ci cono stati anche applausi, ma per me conta l'unione. Faccio gli auguri alla Roma“.

Su Capello: “È un grandissimo personaggio dello sport, tutti abbiamo da imparare da lui. In ottica Inter il riferimento può andare ad Herrera e Mourinho. In Russia parlavamo spesso, voleva sapere tutto dei miei giocatori. Ora fa parte della famiglia Suning, dimostrerà le sue qualità. Spero di parlarci presto”.

Sui concorrenti alla panchina dell'Inter: “Forse davanti a me c'erano più colleghi di quelli che avete nominato, ma non mi importa”.

Sul mercato: “Stiamo valutando, vogliamo migliorare una rosa che è già forte. Non dobbiamo assolutamente sbagliare niente. Aggiungo che non possiamo essere legati ad un giocatore”.

Su eventuali soprannomi: “Fate voi. Qui ci sono stati grandi personaggi come il “mago” o lo “special one“. Il mio compito è alzarmi presto, venire al campo e ritornare a casa dopo aver dato tutto”.

Sul modulo: “Sono legato al 4-2-3-1, durante la partita può essere un vantaggio proporre qualcosa che l'avversario non conosce. L'aspetto principale è il comportamento della linea difensiva, quella è la zona del campo che può dare più vantaggi”.

Sui futuri titoli: “Avere tanti tifosi e un vantaggi, più siamo e più vinciamo. Può essere uno slogan buono. Aspettiamo gli interisti, già dal ritiro di Brunico“.

Su quale giocatore vorrebbe della Roma: “Non sarebbe carino rispondere ad una domanda del genere. Direi Dzeko (ride, ndr). Non possiamo dir tutto. Ho amato tutti i giocatori della Roma, adesso mi innamorerò di quelli dell'Inter”.

Su Nagatomo: “È un ragazzo serio, quando gioca dà il 100%. È un grande professionista, vedremo cosa succede in ottica mercato. Nel suo ruolo abbiamo tanti uomini”.

Su Joao Mario: “È bravo a giocare fra le linee e ad offrire ottime soluzioni. A Roma ho cambiato il ruolo di Pjanic e Nainggolan, il primo più indietro e il secondo più avanti. Conta anche la disponibilità dei ragazzi”.

Su Pioli: “È stato bravissimo. Io non sono meglio di lui, ma diverso. Nello staff per ora ci sono Baldini, Domenichini, Pane e Iaia. Non escludo modifiche. Dobbiamo lavorare 26 ore al giorno“.

Sulla negatività intorno alla squadra: “Bisogna costruire il percorso piano piano. Qui c'è tutto al proprio posto. Chiederò collaborazione a Vecchi, ci siamo già sentiti. Dobbiamo conoscerci per remare tutti dalla stessa parte. È giusto che lui ambisca alla mia panchina, solo così potrò crescere anche io e imparare da lui”.

Sulle differenze tra Icardi e Dzeko: “Mauro ha delle qualità incredibili, proviamo di metterlo nella condizione di aiutare la squadra a centrocampo. Dzeko era bravo in questo ma era meno bravo di Icardi in area”.

Sulla nuova esperienza: “Amo il lavoro dell'allenatore, qui sarà sicuramente più intenso rispetto ad Ancona ed Empoli ma anche lì ho avuto belle esperienze. Rimanere più dei due anni di contratto? Vedremo cosa succederò in futuro”.

Sui nuovi giocatori: “Sarebbe buono averli in rosa prima del ritiro così cominciano ad entrare nei meccanismi. Diventerebbe più facile per tutti. Faremo il possibile”.

Su Oriali: “Sappiamo tutti che tipo di persona è, io sicuramente non farò problemi ad un suo eventuale ritorno. Sarebbe un onore ma bisogna chiedere alla società”.

Su Icardi: “È il capitano dell'Inter, dovrà indicare ai suoi compagni di squadra quali comportamenti adottare nello spogliatoio”.

Fonte foto: inter.it


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