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Kakà: “Finale di Champions? Inevitabile tifare Real. Pallone d’Oro? Giusto premiare Buffon”

Kaka milan juventus champions league

Alla vigilia della finale di Champions League tra Juventus e Real Madrid, ha parlato l'ex merengues Ricardo Kakà

Domani al Millennium Stadium di Cardiff andrà in scena la finale di Champions League tra Juventus e Real Madrid, una gara speciale, a detta di Kakà: “Ho affetto per Buffon, ho amici nella Juve come Dani Alves e Higuain. Ma a Madrid ci sono stato quattro anni della mia vita. A Madrid ho sofferto, ho avuto risultati peggiori di quelli che mi aspettavo, ma i giocatori sono amici. C’è Cristiano, c’è Marcelo, tanti altri, e Florentino Peres al quale sono rimasto legato. È inevitabile tifare Real. La Juve è una squadra temibile e di certo sarà una partita equilibrata, bella, divertente. Il Madrid ha un attacco fortissimo, la Juve una difesa fortissima. E poi ha battuto il Barcellona e questo ha dato forza alla squadra. Il Real Madrid però ha eliminato il Bayern, un’altra delle favorite. Tutte e due le finaliste hanno vinto il campionato: insomma, sarà una gara speciale. Juventus? Parlo della difesa perché è fuori dal normale, il livello è altissimo. Però hanno segnato anche gol bellissimi. Alla Juve c’è Dybala, c’è Dani Alves che non si stanca mai di sorprendere. È una squadra equilibrata.”

Capitolo allenatori, tra Zidane, Allegri e…Kakà: “Allegri? Ho lavorato con lui sei mesi. Allegri è un osso. Organizza bene la squadra, è preparatissimo sulla parte tattica, conosce bene gli avversari. È un allenatore intelligente. Zidane? Sorprende: una Champions League, una Liga, un’altra finale in poco tempo. È stato un super calciatore ed è super anche adesso. Non è facile, perché vincere da giocatore è completamente diverso. I risultati che ha ottenuto sorprendono, eppure credo che il suo successo non arrivi per caso. Io allenatore? Non penso, ma non si sa mai. Uno dei corsi che vorrei seguire è quello di Coverciano. In Italia ho imparato tanto sul calcio e potrò imparare di più. Magari non per fare l’allenatore ma per capire. È un lavoro difficile anche per chi è stato calciatore. Io vorrei giocare ancora un paio d’anni, poi vorrei restare in America.”

In queste settimane si è parlato molto di Pallone d'Oro a Buffon in caso di Triplete, ma secondo Kakà il premio dovrebbe andare a Cristiano Ronaldo: “A chi darei il Pallone d'Oro? Per i risultati a Cristiano. I gol, i numeri incredibili di questa stagione parlano da soli, non c’è bisogno di aggiungere nulla alle statistiche. Ma per la carriera lo darei a Gigi. Sarebbe una specie di regalo a tutti questi anni, un modo di arricchire il suo bilancio complessivo, perché ha vinto tanto e se vince anche la Champions League penso sarebbe giusto premiare lui. Non soltanto per i risultati, ma per le motivazioni che ancora ha. Però i numeri di Cristiano sono impressionanti. Sarà una scelta difficile e logicamente peserà il risultato della finale.”

Quella di domani sarà anche la sfida tra Dani Alves e Marcelo: “Sono due ragazzi felici, con idee e caratteristiche particolari. A Madrid Marcelo è andato avanti con i suoi capelli strani e il suo modo di giocare molto brasiliano, senza cambiare mai la sua personalità anche quando veniva criticato. E Dani è uguale: gioca leggero. Dani canta, si mette gli occhialoni, non si stanca di stupire con gli atteggiamenti, ma è un professionista come pochi. È un brasiliano con mentalità europea, un martello sul lavoro. Dani e Marcelo fanno la differenza anche in nazionale. Stupito dalle difficoltà iniziali di Dani Alves? No, perché doveva capire. Quando capisci il calcio in Italia, poi è più facile giocare dappertutto. In Italia si organizza la squadra, in Spagna, come in Brasile, si gioca. Ma Dani è intelligente: ha capito in fretta, e ora si vede.”

Infine, due parole anche sul suo Milan: “Ricordi della Champions con i rossoneri? Bellissimi, perché è stato l’anno migliore della mia carriera. Mi dispiace non essere stato a Milano quando i miei ex compagni si sono riuniti per i dieci anni, ma ho chiesto di rifare la cena ogni anno, per rivederci, non solo per celebrare la Champions. È stato un anno speciale per me e sono grato al Milan e ai compagni: senza il gruppo non avrei raggiunto i successi individuali. Cosa penso del nuovo Milan? Che si ricomincia. I segnali sono buoni. Mi sembra che ci siano idee e voglia di riportare il Milan in alto, e lo stesso vale per l’Inter. Nella rinascita della Juve c’è un messaggio per Milan e Inter. Il messaggio è: c’è sempre una soluzione.”

Pillola di Fanta

Dopo un avvio difficile, Dani Alves è diventato padrone della fascia destra. Grazie ai sei gol e ai sette assist in 32 presenze, può vantare inoltre una fantamedia di 6.28. RINATO


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