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Milan, Donnarumma: “Sono legato ai rossoneri. Buffon? Un mito”

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Torna a parlare Gigio Donnarumma. Il portiere dei rossoneri ha confermato la volontà di voler restare a Milano. Un commento anche sul suo mentore Buffon

L'ultimo tassello di un Milan scatenato sul mercato è la conferma e il rinnovo di Donnarumma. Il giovane portiere dei rossoneri non ha ancora firmato il contratto che lo legherà alla società milanese. Sono giorni decisivi per la sua permanenza alla corte di Vincenzo Montella. I contatti tra l'agente del giocatore e la società sono sempre più frequenti e presto si potrebbe arrivare ad una conclusione.

A tal proposito oggi è uscita un'intervista sul giornale GQ rilasciata in data 23 maggio ma confermata solo 2 giorni orsono, come conferma l'autore della stessa intervista il giornalista di Sky Paolo Condò. Parole importanti per Donnarumma che lo avvicinano sensibilmente alla permanenza in rossonero. Ecco l'intervista integrale:

Donnarumma, bambino prodigio: “Paravo dei tiri che per un bambino della mia età non era normale parare. Al momento non mi rendevo conto. Poi come alzavo la testa dopo la parata, notavo lo sguardo stupefatto dei miei compagni e soprattutto dei miei avversari. Riuscivo a prendere anche i tiri all'angolino. Andavo a terra molto velocemente e arrivavo a deviarli. Dopo le prime volte i miei compagni del Club Napoli (squadra con cui ha iniziato ndr) si sono abituati a quelle parate, mentre gli avversari con l'avanzare del tempo rimanevano sempre più sbalorditi. La prima volta che andai in una porta da calcio avevo quattro anni. Mi ci ha portato zio Enrico. Purtroppo è andato via troppo presto. Poi cominciò ad accompagnarmi mia madre. Io sono molto mammone, per un lungo periodo pretendevo che mia mamma rimanesse dietro la porta altrimenti scoppiavo in lacrime. Era quasi surreale. Un ragazzo grande e grosso come me, che impressionava gli attaccanti per quante ne prendeva ma che se non avesse avuto sua madre alle spalle iniziava a piangere”.

Il primo tecnico, Ernesto Ferraro: “Quando Ferraro parlava con mio padre cercavo sempre di spiare la loro conversazione. A me diceva le stesse cose che diceva agli altri ragazzi. Invece a mio padre raccontava del talento che si intravedeva. Mio padre pensava ad una capacità simile a quella di mio fratello Antonio ma Ferraro intendeva qualcosa di più speciale”. Proprio Antonio, fratello maggiore è un grande punto di riferimento per Donnarumma: “Dal punto di vista umano sarei contento se Antonio fosse con me. E' un mio punto di riferimento. Le risate, le pacche, i rimproveri e tutto ciò che consegue dal nostro rapporto è molto importante per me. Dal punto di vista professionale, Antonio è molto forte ed è giusto che abbia voglia di giocare”.

Il giorno dell'esordio e il rapporto di Diego Lopez: “Ero molto imbarazzato. Quando il tecnico Mihajlovic mi anticipò che avrei giocato ho chiamato subito mamma e papà. Stavolta non avrei pianto ma li volevo entrambi a San Siro. Poi, però quando si trattò di entrare nello spogliatoio con i compagni che si congratulavano e mi davano pacche sulle spalle per rassicurarmi, io aspettavo di incrociare lo sguardo di Diego Lopez. Non sapevo come comportarmi, mi chiedevo se fosse giusto andare da lui o meno. Insomma, ero veramente un momento imbarazzante. Risolto da lui al momento di entrare in campo, quando ci siamo allineati nel tunnel. Prima di precedermi per andare in panchina è venuto ad abbracciarmi e mi ha detto all’orecchio ‘fai vedere di cosa sei capace e li conquisterai tutti, io lo so'. È stato un grandissimo momento di empatia”. Il momento della partita, Milan-Sassuolo: “In quella partita avevo subito un gol su punizione da Berardi. Non proprio imparabile e oltretutto sul mio palo. Mihajlovic dopo la gara mi portò in sala video e mi mostrò una sua vecchia punizione dove segnò a Toldo. Mi disse una cosa come ‘quando le sai tirare non c'è nulla da fare'. Quel gesto fu molto rassicurante. Mi diede subito sicurezza”.

Un commento sul suo mentore in Nazionale Buffon: “E' un mito. E' la classica persona che riesce a farsi amare da tutti. Scherza, tiene su l’ambiente, a me ha dato un sacco di consigli. Quando ci alleniamo insieme cerco di rubargli il mestiere, perché tecnicamente è ancora fantastico. Chi pensa che giochi perché si chiama Buffon non ha capito niente. Uno dev’essere sempre pronto, specie nel mio ruolo. Di certo però non chiederò di giocare. Non l’ho mai fatto. Mi alleno e non ci penso, anche perché devo ancora migliorare alcuni particolari. Comunque non sono il tipo che fa una concorrenza sleale, per intenderci. Non mi verrebbe mai in mente, specialmente a Buffon”.

La Supercoppa di Doha, l'emozione più grande della sua carriera: “Dopo Juventus-Milan di campionato mezz'ora dopo la partita Dybala è venuto nello spogliatoio dicendomi: ‘adesso siamo 1 a 1'. Evidentemente il rigore parato a Doha non era stato dimenticato neanche da lui. Nel post partita della gara di campionato ho perso il controllo. Non mi è piaciuto come comportamento. In quel momento mi ero convinto che a fischiare quel rigore fosse stato lo stadio della Juventus. Mette una pressione e una carica incredibile. Ripensandoci però era veramente un episodio difficile. Qualsiasi decisione non sarebbe stata uno scandalo. La Supercoppa di Doha? Il momento più emozionante della carriera. L’attimo del rigore parato a Dybala è il momento perfetto della mia vita, fin qui. Ho passato l’intera serata ad abbracciare i miei compagni, e l’ho rifatto dopo la qualificazione all’Europa League perché l’idea di andare a giocare il giovedì in Europa mi entusiasma. Sarà una grande occasione di crescita, quella che ci voleva per me”.

Infine la domanda più attesa. Quella su futuro: “Io sono molto legato al Milan. E' la squadra per cui tifo da bambino. Però è anche giusto che i miei interessi vengano ben rappresentati. Con Mino ed Enzo Raiola, insieme alla mia famiglia formiamo una squadra. I dirigenti del Milan sono nuovi, è necessario un po' di tempo per conoscersi. Sto anche cercando casa a Milano. Una casa grande, dove ci sia spazio per tutti i miei cari. E siccome il centro di Milano è bellissimo, la cerco li”.


Pillola di Fanta

Gianluigi Donnarumma parteciperà all'Europeo under 21 che si svolgerà in Polonia a partire dal 16 giugno 2017. Il giovane portiere rappresenta il fiore all'occhiello della spedizione azzurra, guidata dal ct Luigi Di Biagio. CERTEZZA


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