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Milan, Mr Bee spiega il dietrofront: “Quando mi offrirono il 100% rifiutai”

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L'imprenditore thailandese Bee Taechaubol torna a parlare del Milan e di quando Berlusconi cambiò idea

Ricordate Bee Taechaubol, il famoso “Mister X“? Probabilmente sì, soprattutto se siete tifosi del Milan. Mr Bee è un imprenditore di origine thailandese proprietario della “Thai Prime“, società che si occupa di “private equity” (acquisto di parti di aziende non quotate in borsa) con un patrimonio stimato di 1,2 miliardi di dollari. A ciò si aggiunge un numero indefinito ed incalcolabile di immobili e proprietà, che gli garantiscono un vero e proprio impero. Insomma, sicuramente a questo magnate i soldi non mancano, e ciò gli ha permesso di potersi concentrare sulle sue passioni: su tutte, il calcio. Nel febbraio 2015 tentò infatti di acquistare la società Milan. E, a differenza di tanti altri importanti investitori di allora, ci andò molto vicino.

Gli inizi, gli accordi e i retroscena ci sono svelati dallo stesso Mr Bee in un'interessante intervista rilasciata a “The Indipendent”, quotidiano britannico online. “Inizialmente l'idea era quella di acquistare il 51% del club, quindi la maggioranza. Ma poi lo scenario cambiò e mi accordai con il presidente Silvio Berlusconi per comprare il 48% delle quote azionarie della società per una cifra vicina ai 480 milioni di euro – afferma il broker – Berlusconi disse che c'erano solo due cose in questo mondo che non poteva assolutamente fare: vendere la sua villa ad Arcore e separarsi dal suo Milan. Non voleva rinunciare al controllo di ciò che aveva costruito e visto crescere per 30 anni. Ma poi ha ceduto, ha deciso di accettare l'offerta del 48% e quindi di unirsi a me“.

Poi però le cose cambiarono. Ci fu un imprevisto che colpì tutti alla sprovvista. Nel giugno 2016, Berlusconi dovette fare i conti con un problema al cuore, che lo costrinse a sottoporsi a delicati interventi chirurgici. Mr Bee quindi confessa: “I suoi figli mi avevano detto che lui non stava bene e che aveva bisogno di riposo sia dalla politica che dal calcio. Mi offrirono allora di comprare il 100% del club, ma a quel punto io decisi di rinunciare. Parlai con i miei soci, ma la decisione ultima fu mia – continua l'imprenditore – io volevo investire in una società italiana con affianco un partner italiano. Ci dissero che dovevamo collaborare con partner come Suning, Fosun o Citic International. Ma io reputavo Berlusconi un alleato validissimo, quindi senza di lui non aveva più senso. Alla fine non me la sono sentita, perché comprare la totalità del Milan senza l'appoggio di Berlusconi rappresentava un rischio troppo grande. Ero deluso, lo ammetto: sognavo da tanto di lavorare in quell'ambiente, non vedevo l'ora di iniziare”.

Bee Taechaubol prosegue poi la sua intervista con un breve commento su colui che oggi ha realmente acquistato il Milan, Yonghong Li: “Come penso di aver già indirettamente fatto capire, io non avrei mai agito come lui. Ma avrà di sicuro avuto le sue buone ragioni. Devo però riconoscere che il signor Li ha fatto un lavoro notevole: è riuscito a trovare un mucchio di soldi in poco tempo per comprare la società ed ha così chiuso un affare difficile. Ha avuto coraggio”. Infine, Mr Bee conclude augurando ai rossoneri di tornare a ricoprire posizioni di vertice: “Il Milan è sempre il Milan, la vittoria ce l'ha nel sangue. Spero che i nuovi proprietari cinesi rispettino la cultura della società, la sua storia ed il suo marchio, cosa che avrei fatto io. Credo che con la giusta strategia riusciranno a tornare ai massimi livelli e a riportare il Milan fra i grandi”.

 

Fonte foto: instagram.com/bee.taechaubol/

 


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