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Real Madrid, come te nessuno mai. Primo double nella storia della Champions League

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Battuta la Juventus, il Millenium Stadium si tinge di blanco. Il Real Madrid diventa il primo club a centrare il ‘double’: due trionfi di fila in Champions League

La storia è riscritta. Il Real Madrid è campione d’Europa per la 12^ volta. E per la prima volta un club conquista la Champions League per due annate consecutive – da quando questa ha sostituito la Coppa dei Campioni (1992). Zidane alle prime due stagioni (tra l’altro neanche complete) da allenatore, riesce in quello in cui nessuno, neanche i suoi illustri colleghi e predecessori, era mai riuscito prima. Un double storico, dai contorni epici.

La vittoria di Cardiff contro la Juventus ha coronato una scalata difficile. Agli ottavi il Napoli si è rivelato un avversario ostico, affrontato a testa alta. Quella ha usato Sergio Ramos per abbattere le speranze azzurre (6-2 il risultato del doppio confronto). Ai quarti è arrivato il momento amarcord, con il ritorno al Santiago Bernabeu di Carlo Ancelotti, l’uomo della decima. Per Zidane è la sfida al suo maestro. Bayern Monaco–Real Madrid è una finale anticipata. Un impegno che le merengues supereranno non senza patemi, con diverse recriminazioni arbitrali da parte dei bavaresi, ma con una sola certezza: Cristiano Ronaldo. Il portoghese con la doppietta realizzata all’Allianz Arena abbatte il muro dei 100 gol in competizioni europee, infrangendo l’ennesimo record nella sua carriera.

Come ormai di consueto arriva, questa volta in semifinale, il turno del derby madrileno. Anche quest’anno non è mancato lo scontro con l’Atletico di Simeone, per due volte nei tre anni precedenti affrontato (e sconfitto) nell’atto conclusivo. È forse questo il passo più agevole per gli uomini di Zidane, che ipotecano la finale con un perfetto 3-0 al Bernabeu, rischiando forse più del dovuto al Calderon ma riuscendo a strappare poi il pass per la finale del Millenium Stadium.

Il primo passo verso il double era arrivato poco più di un anno fa. Il 28 maggio 2016, i blancos ottenevano un’altra vittoria, conquistando l’undecima. In un San Siro tirato a lucido per l’occasione, l’avversario era ancora l’Atletico Madrid, già sconfitto 2 anni prima in una finale dalle mille emozioni. Questa volta i colpi di scena sono più rari. Ramos lascia lo zampino in avvio di partita, ma un gol del giovane Ferreira Carrasco rimette tutto in discussione. L’equilibrio tra le due formazioni non viene scalfito neanche nei supplementari. Ci vogliono i rigori, dove è il solito CR7 a regalare ai suoi un trionfo quasi inatteso per come è maturato nel corso del torneo.

Eliminata la Roma agli ottavi con estrema facilità, non si può dire la stessa cosa in occasione dei quarti, quando le merengues si trovano di fronte il Wolfsburg. Il 2-0 subito in Germania sembra una condanna, ma a Ronaldo non piacciono i finali fatti e con una tripletta ribalta il risultato e sbanca il botteghino con un film pieno di colpi di scena. In semifinale il Manchester City non molla un colpo, e viene piegato solo da un’autorete di Fernando a 20’ dalla fine della gara di ritorno. Minimo sforzo, massimo risultato. Per poi avere ragione, ancora una volta, dei cugini. Un trauma per Simeone, un’incoronazione per Zidane.

Zizou non ha avuto scrupoli neanche per la sua ex squadra. Una vittoria di carattere per un gruppo di carattere, allenato da un allenatore di carattere. Ancora una volta sotto il segno di Cristiano Ronaldo. Perché quando devi vincere, non c’è spazio per le chiacchiere e i sentimentalismi. E Zidane, da vincente qual è, ci ha abituato a parlare poco. E trionfare spesso.

foto Twitter.com/UEFAcom_it


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