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Fiorentina, tra nuovo ciclo e furia dei tifosi c'è una sola certezza: Pioli

Stefano Pioli si ritrova ancora una volta alla guida di uno squadra allo sbando. Nuovo ciclo, cessione della società e dei big, e i tifosi sono infuriati

“Quant’è bella giovinezza,
che si fugge tuttavia!
chi vuol esser lieto, sia:
di doman non c’è certezza”.
Sembrava averci visto lungo Lorenzo De Medici, ‘patron’ di Firenze per circa 23 anni e che adesso vede la sua città piangere (calcisticamente parlando) per una situazione assurda venutasi a creare nell’ultimo periodo. Però Lorenzo il Magnifico una cosa l’aveva sbagliata, perché una certezza c’è, eccome, e risponde ancora una volta al nome di Stefano Pioli.
Non chiamatelo più normalizzatore, ma ‘masochista‘. Stefano ha accetto di tornare alla sua Fiorentina, di cui è stato capitano, e adesso si trova invischiato nella fase più dura dopo il fallimento e la rinascita della viola. I Della Valle hanno deciso di mollare la società e i big hanno voglia di scappare in nuovi lidi. O meglio, sono stati caldamente invitati dalla dirigenza ad abbandonare Firenze, pena la tribuna (parole di Borja Valero).
La società, infuriata, confusa e con le spalle al muro, cerca di salvare la faccia (e qualcos’altro) tramite comunicati ufficiali, parole di Corvino e azioni legali. La famiglia Della Valle continua a sostenere la tesi secondo cui sono i giocatori a voler abbandonare la città più bella del mondo e non sono loro ad averli cacciati via. Certo, sostenere che un ragazzo che si è tatuato anche le coordinate di Firenze voglia scappare di sua spontanea volontà è quanto meno azzardato. Ma tant’è, e comunque se tutti cercano di fuggire un motivo deve esserci.
Esemplare, da questo punto di vista, è la situazione di Kalinic. Il dt ha dichiarato di voler trattenere l’attaccante a tutti i costi, ma il giocatore nel giro di pochissime ore ha voluto replicare e chiarire pubblicamente la sua posizione: “Io qui non resto, voglio andare al Milan“. Nikola ha anche rifiutato la Cina lo scorso gennaio, perché era chiara la sua volontà di restare in Toscana. Adesso qualcosa deve essersi rotto, ma non con la città o i tifosi, ai quali ricambia l’amore, ma con chi sta nei piani alti.
Corvino parla di ‘nuovo ciclo‘, ma la sensazione è che la famiglia ‘delle scarpe’ stia cercando di monetizzare più possibile prima di ‘mollare’ la società nelle mani del primo che passa. E i tifosi sembrano averlo capito, e sono letteralmente infuriati. Tra striscioni, minacce alla dirigenza e manifestazione, la Curva Fiesole non ce la fa più. La società non risponde, anzi, si nasconde più lontano possibile dalla città.
E allora cosa resta ai tifosi gigliati? Come detto, rimane Stefano Pioli, amante di Firenze e amato da tutta la Curva. L’allenatore sembra ‘sguazzarci’ in determinate situazioni, si esalta e riesca a tirare il meglio da sé e dall’organico. La sua carriera più recente parla da sé. Prima l’arrivo al Bologna, dove una società fantasma che ogni 2 mesi cambia presidente, e piena di debiti fino al collo decide di chiamarlo per sostituire Pierpaolo Bisoli dopo cinque giornate: lui non solo la salva, ma firma la miglior stagione dei rossoblu degli ultimi dieci anni, arrivando tredicesimo.
Poi l’arrivo alla Lazio, squadra di per sé di non facile gestione. I tifosi continuano ad essere in lotta con il presidente Claudio Lotito, specialmente dopo una stagione anonima conclusa al nono posto. Arriva Stefano, nell’indifferenza di tutti. Risultato? Terzo posto, qualificazione Champions a discapito del quotatissimo Napoli di Higuain e Benitez. Tutto troppo facile per lui.
La seconda stagione, come è nelle sue corde, è sempre deludente: ma non per colpa sua, piuttosto perché tutti da lui si aspettano il massimo e i presidenti si cullano forti delle sue capacità. Così fa anche Lotito, che per la stagione successiva non mette mano al portafogli per migliorare la rosa e prepararla per l’Europa. Alla fine arriverà pure l’esonero immeritato, una costante nella sua carriera. Come nell’avventura all’Inter, dove è riuscito a trasformare un gruppo di giocatori allo sbando in una ‘squadra’, capace di infilare il miglior filotto di vittorie dai tempi di Mourinho. Poi la cacciata dei cinesi a tre giornate dalla fine, che un capro espiatorio lo dovevano comunque trovare.
E allora, cara Firenze, del doman c’è una sola certezza. Il suo nome è Stefano Pioli, e nella vita risolve problemi.
 
 

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