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Juventus, Tacchinardi: "Preferirei Matuidi a N'Zonzi". Alessio ha ragione, i motivi

Raiola parla di Matuidi col PSG

Alessio Tacchinardi ha dichiarato di preferire Matuidi a N'Zonzi: sono tanti i motivi tecnici e tattici che alzano il gradimento del giocatore del Psg

La Juventus ‘mette le ali', in tutti i sensi. Ma per poter volare, a dispetto del famoso calabrone, c'è bisogno di una struttura fisica importante. Ecco perché il centrocampo diventa la zona nevralgica e fondamentale per poter riproporre il 4-2-3-1. E chi meglio di Alessio Tacchinardi può parlare della mediana della Juventus? Lui che in bianconero è stato ‘sempre lì, lì nel mezzo' come cantava Ligabue, per ben 11 stagioni.
E proprio l'attuale opinionista Premium ha espresso la sua idea sul nome giusto per il centrocampo, e soprattutto su chi preferisca tra Matuidi e N'Zonzi. Con una premessa: “Io in realtà avrei preferito Corentin Tolisso (accasatosi al Bayern Monaco, ndr). Servono giocatori europei, gente che magari difende poco, ma ha grande esperienza. Perché? Guardate Real-Juventus, Modric e Kroos ci hanno surclassato, ci hanno tritato sulla lunga”.
E quindi si torna sull'argomento principale. “Matuidi e N’ZonziMi piace Matuidi, che può giocare a due e a tre, meno N’ZonziLa mia lista shopping era TolissoMatic, che è un bel martello, e Matuidi, che è un giocatore elastico, molto europeo”. Ma perché il caro Tacchinardi preferisce di gran lunga il giocatore del Psg a quello del Siviglia, nonostante le valutazioni di mercato siano identiche (30 milioni per entrambi, Transfermarkt) e abbiano anche età simili (classe 1987 Matuidi, un anno più piccolo N'Zonzi)?
Partiamo dal meno gradito: Steven N'Zonzi ha fatto tanta gavetta prima di arrivare al Siviglia, ma non è mai arrivata la consacrazione definitiva. Il ragazzone, a dispetto dei sui 196 centimentri, non è un giocatore fisico, anzi. All'inizio della carriera in Inghilterra aveva anche difficoltà a proteggere palla. Non difende molto bene e gradisce molto di più la fase offensiva e di pressing alto. Infatti è dotato di un ottima tecnica e di un'elasticità atipica per un giocatore della sua statura.
Dal punto di vista di difesa posizionale (tutti dietro la linea della palla), si lascia andare a distrazioni e non è molto lucido. Ma quando c'è da rincorrere l'avversario, di attuare un pressing sulla trequarti avversaria, di arrestare il contropiede avversario sul nascere, è uno dei migliori al mondo. Inoltre manca di esperienza internazionale, essendo stato totalmente ignorato dalla Nazionale Francese per tutta la carriera. Nell'ultima Champions ha anche sbagliato un rigore contro il Leicester negli ultimi minuti e che sarebbe valsa la qualificazione ai quarti di finale.
Da questo punto di vista, quindi, la Juventus si troverebbe con un centrocampista molto abile in fase offensiva e un'arma in più anche dentro l'area. Immaginate il terrore negli occhi delle difese avversarie quando su un cross si vedono arrivare Higuain, Mandzukic e N'Zonzi, non sapresti chi marcare prima. Ma come detto la sua altezza è un po' come fumo negli occhi, viste le qualità del giocatore in controsenso.
Inoltre i bianconeri sono una squadra che ama soffrire, rannicchiarsi nei propri 50 metri di campo e aspettare l'iniziativa avversaria, mentre N'Zonzi in determinate situazioni rischia di entrare nel panico. E in un centrocampo a 2 un posizionamento sbagliato o una distrazione non è assolutamente concessa. Specialmente in Europa, dove sono i dettagli a fare la differenza, e la sua inesperienza potrebbe essere decisiva nei momenti topici.
Blaise Matuidi invece è un giocatore completamente diverso: il profilo che gli si avvicina di più è quello di Arturo Vidal, però con meno qualità. “È il tipo di giocatore con cui andrei in guerra” disse di lui un suo ex compagno di squadra al Saint Etienne. Questa frase basterebbe per descrivere perfettamente il giocatore francese, ma la verità è che questo suo compagno, ai tempi, non aveva ancora conosciuto il Matuidi 2.0, l'upgrade arrivato dopo il trasferimento al Psg.
Se nei primi anni di carriera si fa notare per la sua aggressività e il suo carisma (a 21 anni diventa il capitano dei ‘Verts'), a Parigi, sotto la guida di Ancelotti, si trasforma in un giocatore completo, capace di reggere il centrocampo da solo, ma anche di diventare un'arma in più in fase offensiva. A dispetto del suo connazionale del Siviglia, Blaise ha 20 centimetri in meno (1.75 m) ma una fisicità,una prepotenza tale che gli sono valse l'appellativo di ‘chewing gum', per come resta appiccicato all'avversario.
Ma non chiamatelo così, lui preferisce definirsi ‘l'uomo maratona', per la sua capacità di correre. E poi che piedino sinistro: una potenza tale da poter tentare la botta da qualsiasi distanza. Ma anche lui ha i suoi difetti: proprio la sua aggressività lo può portare a compiere falli stupidi in zone ininfluenti o anche in posizioni molto pericolose. La sua voglia di recuperare palla si trasforma in frenesia.
Questo aspetto non servirebbe alla Juventus, squadra che della calma ha fatto la virtù principale per diventare la più forte. Nonostante ciò però il ragazzo, ormai alla soglia dei 30 anni, ha anche modificato il suo gioco, e quindi è diventato un giocatore ‘pensante'. Ha raggiunto la sua piena maturità e sarebbe in grado di sorreggere da solo un centrocampo a 2 o a 3. E poi ha anche un importante pedigree internazionale, avendo disputato la Champions da protagonista con il Psg e avendo collezionato 58 presenze con la maglia Blues.
Quindi Alessio Tacchinardi ha tutti i suoi motivi, più che validi, per preferire Blaise Matuidi al buon Steven N'Zonzi. Poi una cosa è certa: uno dei due alla Juventus serve, perché li in mezzo la rosa è contata e di qualità inferiore rispetto al resto d'Europa.
Nota a margine: Corentin Tolisso sarebbe davvero stato perfetto per la Juventus, ma le dinamiche di mercato lo hanno portato a Monaco di Baviera, vedremo se riuscirà a dimostrare tutte le sue qualità. Matic è una sintesi di Matuidi e N'Zonzi: ha l'aggressività e il sinistro del primo e l'altezza del secondo. Ma, proprio per questo motivo, Conte non lo lascia partire.

Fonte foto: psg.fr


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