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Napoli, Sarri in conferenza in chiusura di ritiro: "Scudetto? Ci vuole calma"

Maurizio Sarri ha parlato in conferenza stampa in chiusura di ritiro: “Grazie a tutto il pubblico, sono stati straordinari”

Ritiro concluso in quel di Dimaro per il Napoli con l’amichevole pareggiata 1-1 contro il Chievo Verona. Maurizio Sarri è appena intervenuto in conferenza stampa per le considerazioni conclusive di queste 3 settimane. Domande che spaziano dal tecnico al personale, passando per i soliti ballottaggi e i pronostici per lo scudetto.
Si comincia con un giudizio sul nuovo acquisto, in gol contro il Chievo, Ounas: “Lui va aspettato. Nella prima stagione ha fatto molto bene in Francia. L’anno scorso un po’ meno. È giovane e ha ottime qualità tecniche. Crescerà tantissimo, ma bisogna stare attenti a non riempirlo di responsabilità. Di sicuro in prospettiva può far bene”.
Si è spesso parlato di come Sarri lavori bene con i giovani ma che spesso per vincere ci vogliano giocatori esperti, il tecnico napoletano la vede così: “A voi piace parlare di mercato, di colpi. Il Napoli non è mio ma di De Laurentiis. Il presidente mi darà sicuramente una buona squadra da allenare e io lo farò. Non si tratta di giovani o vecchi. I giocatori devono essere bravi a prescindere dall’età. Prendere dei giocatori ottimi a parametro zero significa dargli un ingaggio consistente e noi non abbiamo mai seguito questa politica. Abbiamo molti under 23 bravissimi spero che loro crescano in fretta. Poi bisogna essere realisti: la squadra davanti a noi ha vinto 6 scudetti di fila e continua a muoversi bene sul mercato. Dietro di noi hanno iniziato a lavorare bene, ci deve essere umiltà nel dirlo”.
Quindi il Napoli non è favorito per lo scudetto come pensano in molti? “Mi baso sui numeri e le statistiche. Siamo arrivati terzi e ci sono due club come Milan e Inter (uno in maniera eclatante e uno col miglior direttore sportivo italiano) che stanno facendo un mercato importantissimo, credo sia una cazzata credere siamo i favoriti, la stampa napoletana tirapiedi e non ci voglio cascare. Non abbiamo fatto un mercato che ha stravolto la squadra, se tutto va bene siamo gli stessi dell’anno scorso ed abbiamo due squadre davanti“.
Quest’anno il Napoli ha avuto la fortuna di presentarsi in ritiro a ranghi completi: “La quarta settimana di ferie è una prassi, non un obbligo. Se vi hanno rinunciato sono molto contento, è atipico avere subito giocatore a disposizione, ci ha fatto bene. Il nostro è un ritiro atipico, è entusiasmante avere un seguito come il nostro ma dopo tre settimane può essere anche pesante dal punto di vista mentale essere sempre sotto i riflettori. Prevale l’aspetto dell’entusiasmo, usciamo dal ritiro dopo aver fatto un buon lavoro, un po’ affaticati mentalmente e materialmente, con due giorni di recupero speriamo di tornare con nuova linfa. Un giocatore come Maksimovic ad esempio quest’anno ci darà una grossa mano. Lo avete sempre dipinto come un giocatore supervalutato, ma nel mercato di oggi a me è sembrata un’operazione normale. Veniva da una difesa a 3 e doveva abituarsi ai nostri schemi. Lui e Milik saranno fondamentali per la nostra crescita”.
A proposito di Milik, non poteva mancare la domanda sul ballottaggio con Mertens, dapprima per il preliminare di Champions e poi per tutta la durata del campionato: “Se il preliminare fosse domani la scelta dipenderebbe da come stanno stanotte. Per le altre partite ho la doppia soluzione, possono giocare anche insieme. E’ difficile dire ad un ragazzo che ha fatto 36 in otto mesi che non è un centravanti e farlo tornare a fare l’esterno. Di sicuro lo farà qualche volta, è un ragazzo disponibile, certo non gradirebbe tornare a farlo con continuità. E avrebbe ragione, avendo dimostrato di essere più forte da centravanti che da esterno”.
Sulla situazione Reina e sul rinnovo non ancora arrivato: “Mi fido molto di Pepe, ha qualità morali che prescindono da un rinnovo di contratto. Ha dimostrato il suo attaccamento a noi e io non lo vedo turbato. Poi se con un anno di contratto in più fosse più tranquillo credo che la situazione sia risolvibile”.
Cosa si porta dietro il Napoli dal ritiro e dalle amichevoli giocate: “La squadra non ha lo stesso margine di miglioramento di due anni fa, ora si lavora sui particolari e uno di questo è evitare gol stupidi e lavorare sulle palle ferme. Vogliamo limare dettagli che molto probabilmente sono gli aspetti più difficili. Se io ho un potenziale di 10 arrivare a 8-9 è facile, fare l’ultimo 10% è sempre l’aspetto più difficile. Sull’amichevole di ieri ho visto poca brillantezza ma è normale visti i carichi di lavoro. Se avessi voluto una squadra al massimo non avrei fatto l’allenamento che abbiamo fatto la mattina. Dobbiamo capire che tutte le squadre che affrontiamo ci aspettano. Poi prendere dei gol stupidi è nelle nostre caratteristiche, dobbiamo lavorare ma non è detto che basti. Da questo ritiro ci portiamo dietro senza dubbio l’affetto dei nostri tifosi. Sono stati fantastici, molto spesso ti senti in difetto con loro per l’affetto che ti trasmettono e vorresti sempre far meglio di loro. Mi sento di ringraziarli e speriamo di poterli ripagare con i risultati sul campo”.
 

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