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Champions League, una favola chiamata Qarabag: la squadra "senza casa"

I prossimi avversari della Roma sono la prima squadra azera a qualificarsi nella massima competizione europea. La città, però, è disabitata dal 1993

A volte è il destino, altre volte è un miracolo, altre volte ancora è addirittura il caso a scrivere la storia. Per il Qarabag, prima squadra dell'Azerbaigian a qualificarsi per la fase a gironi della Champions League, coronare questa impresa è stato un mix di tutti e tre i fattori messi insieme. Il destino di battere il Copenhagen nei playoff, il miracolo sportivo del traguardo raggiunto e il caso che questa qualificazione svelasse il racconto di un club che non ha più una casa.
Il Qarabag, infatti, è la squadra di Agdam. La città, però, è stata distrutta nel 1993, durante guerra del Nagorno Karabakh, enclave indipendente non riconosciuta dalla comunità internazionale. Lo stadio in cui giocava il Qarabag è stato raso al suolo dai bombardamenti e i 150mila abitanti azeri sono stati espulsi dalle forze armene. Attualmente Agdam non altro che un cumulo di macerie.
I cittadini, e di conseguenza la società sportiva, si trasferirono quindi a Baku, capitale dell'Azerbaigian. Il Qarabag gioca ora le partite casalinghe nello stadio Tofiq Bahramov, proprio a Baku, mentre la sede del club, dal 2009 è situata a Quzanlı. Sono campioni nazionali in carica da tre anni, grazie anche alla rinascita del club dopo che il magnate alimentare Tahir Gozal ha rilevato la proprietà nel 2001, ridando fondi e speranze a una squadra rovinata dalla guerra.
Nel 1993, infatti, a causa del conflitto il Qarabag perse molti dei suoi uomini, tra cui l'allenatore Allahverdi Bagirov, che era anche comandante dell’esercito azero. Il tecnico lasciò la guida del club per combattere a difesa della città di Agdam e, caduto in guerra, oggi è un eroe nazionale.
Questa piccola Cenerentola del calcio europeo, nella stagione appena iniziata, si troverà quindi ad affrontare club di livello internazionale, tra cui proprio la Roma. Ma a giudicare dal loro passato, gli azeri non avranno certo timore a fronteggiare squadre molto più forti di loro. Anzi, in confronto a quello che hanno dovuto subire, ogni battaglia sportiva in Europa sarà quasi una festa.

Fonte foto: facebook.com/FKQarabagh

 


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