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Dal centro del campo alla panchina: Cambiasso è allenatore professionista

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Il metronomo argentino ha superato l'esame per il patentino da allenatore “UEFA A”

Il destino di alcune persone sembra scritto da secoli. Quei pochi eletti con la strada tracciata sanno già a cosa andranno incontro. La loro via è illuminata da una luce sgargiante ed è quasi possibile vederne il traguardo. Esteban Cambiasso non è mai stato un calciatore “normale”. Professionale, metodico, rigido, ma normale proprio no. Il concetto di normalità applicato alla carriera di un personaggio simile, potrebbe risultare fuorviante. Ma nel momento in cui Esteban Cambiasso supera brillantemente il corso per Allenatori Professionisti di Seconda Categoria – UEFA A – viene quasi da dire: “Era tutto già scritto”.
Forse era tutto scritto per davvero, dopo mille battaglie, dopo un ‘triplete' vinto da metronomo ‘tuttocampista' il tuo destino è inevitabilmente segnato. Dal centro del campo alla panchina il passaggio è davvero breve. Si dice che i centrocampisti nascano già come allenatori in campo, per la prospettiva favorevole con la quale seguono lo svolgimento della manovra. Sono abituati a guardarsi le spalle, a vedere cose che i comuni mortali neanche si sognerebbero. Sono abituati a sentire la pressione sulle loro spalle, a caricarsi di mille responsabilità per uscirne vincitori quando tutto sarà finito.
Dopo aver ottenuto il patentino da allenatore, al termine di un ciclo ‘didattico' iniziato a luglio, ecco la decisione di abbandonare il calcio giocato. Esteban ‘Cuchu' Cambiasso, all'età di 37 anni, dice basta per dedicarsi anima e corpo alla carriera da ‘manager' di campo. Dice addio con un curriculum niente male: è il terzo argentino più vincente di sempre con 24 trofei, dietro Messi e Di Stefano. Non esattamente gli ultimi arrivati, ma i tifosi dell'Inter ricordano con occhi lucidi gli inserimenti e la visione di gioco di uno dei centrocampisti più completi e innovativi di sempre.
Il suo destino era scritto ancor prima di cominciare. Quando arrivò a Milano, a parametro zero dal Real Madrid, non fu accolto come un nome di grido, ma dopo 13 anni i tifosi nerazzurri pagherebbero oro per riaverlo nel cuore della loro mediana. Cambiasso non tornerà mai più smistare palloni centralmente, facendo vibrare gli spalti di San Siro. Tornerà in giacca e cravatta, con aria quasi timida, seduto su una panchina di ultima generazione che da calciatore non ha neanche mai visto. Probabilmente il suo destino era davvero segnato. I tifosi nerazzurri sperano di riabbracciarlo presto, ma in cuor loro sanno già che  il ‘Cuchu' argentino non li abbandonerà mai. E la panchina nerazzurra avrà presto un illustre pretendente.

Fonte foto: uefa.com


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