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Lazio, le parole di Immobile: "Potevo tornare alla Juve. Devo ringraziare Ventura e Inzaghi"

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In una lunga intervista, Ciro Immobile ha parlato della sua carriera e del suo momento alla Lazio. In passato sarebbe anche potuto tornare alla Juventus

Ormai alla Lazio è diventato un idolo dei tifosi e segna gol su gol senza mai fermarsi. Stiamo parlando di Ciro Immobile, arrivato la scorsa stagione in biancoceleste via Siviglia. In una lunga intervista il numero 17 ha parlato di se stesso a 360 gradi.
Sugli inizi precocissimi: “Ho iniziato a giocare a calcio a 4 anni con mio fratello, anche se non si poteva, perché la scuola calcio iniziava a 5 anni. Mi piaceva tantissimo e piangevo quando non mi portavano al campo. A volte prendevo qualche brutto voto a scuola e mamma non mi mandava per punizione“.
Immobile viene notato dalla Juventus nelle giovanili del Sorrento in un match coi bianconeri. Da lì è stato tutto un crescendo, anche se con qualche sacrificio: “Mi sono trasferito a Torino a 16 anni ed è stata difficile. Una città nuova, diversa, compagni di altre regioni, anche di altre nazioni. Andavo a scuola e c’era un pullman che veniva a prendere tutti i ragazzi che venivano da fuori per portarci all'allenamento. C’era poco tempo libero e a noi minorenni non ci facevano uscire, bisognava avere un permesso scritto dai genitori. Era dura“.
Pescara, Genoa e la Juventus mancata: “Stavo facendo bene l’anno di Pescara e potevo avere l’occasione di ritornare. Poi anche in seguito, quando sono andato al Genoa in serie A, a gennaio c’era l’opportunità perché Conte aveva bisogno di un attaccante, solo che il Genoa non ha accettato e quindi ho perso l’occasione. Poi ho giocato nel Torino, lì sono diventato il capocannoniere, e la cosa si è fatta più difficile: stare nella stessa città ma cambiare maglia sarebbe stato complicato quindi sia io che la Juventus abbiamo preso strade diverse“.
Sulle esperienze all'estero, Dortmund e Siviglia: “A Dortmund era difficile vivere per me, perché ero da solo, lontano dalla famiglia e non capivo la lingua. Mi sentivo straniero al 100%. Per fortuna in campo c’era l’interprete che stava sempre con me e quando l’allenatore parlava e non capivo spiegava un po’ di situazioni. Però poi fuori dal campo era tutto molto complicato. La ‘Bild'? Secondo me aveva pregiudizi su di me, non gli sono mai stato simpatico. Forse ce l'hanno con gli italiani dal Mondiale 2006. A Siviglia, mi trovavo bene, era una bella città. Ma non ero una prima scelta nelle preferenze dell'allenatore e non ho potuto esprimermi al meglio“.
Poi il ritorno al Torino e oggi la Lazio: “Ventura mi ha lanciato nel calcio vero, quello della Serie A. Venivo dal Genoa, dove avevo fatto male, e Ventura, fin dall'inizio, mi ha sempre dato fiducia. Quell'anno ci siamo divertiti, perché io sono stato il capocannoniere del campionato e la squadra ha raggiunto l’Europa League. È stata un'annata fantastica. Mister Inzaghi è stato capace di farmi ritrovare la fiducia in me stesso, di farmi essere protagonista nella società, nella città più importante d’Italia. Gli sarò sempre grato“.


? Pillola di Fanta

La Lazio ha finalmente trovato un bomber dopo l'addio di Miroslav Klose: Ciro Immobile è l'attuale vice capocannoniere della Serie A, con 8 gol segnati in 7 partite. Inoltre, coi tre gol segnati al Milan, Immobile regala una tripletta ai tifosi laziali ben 12 anni: era infatti il lontano 2005 quando Tommaso Rocchi segnava tre gol al Lecce nella sconfitta per 5-3. BOMBER

Fonte foto: twitter.com/OfficialSSLazio


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